Metro C: Rientrati i licenziamenti dei 130 lavoratori

Della Marcantonio, impresa del consorzio Stabile Roma 2000 che costruisce i pozzi d'areazione

Sicuramente anche la tempestività con cui il presidente del Municipio Roma 7 Roberto Mastrantonio aveva denunciato il 18 maggio attraverso un comunicato stampa da noi immediatamente messo in rete, avrà contribuito a far sì che le parti (Roma Metropolitane – Metro C – Consorzio Roma Stabile – Cgil) riunite presso l’assessore alla mobilità del Comune di Roma On.le Aurigemma trovassero nel pomeriggio dello stesso giorno un accordo che consentirà il ritiro degli annunciati licenziamenti.

Tutto era iniziato mercoledì mattina quando i circa 130 dipendenti dell’impresa Marcantonio che fa parte del Consorzio Stabile Roma 2000 impegnati nei pozzi 5.2, 5.3, 5.4 e 5.5 hanno ricevuto un informale avviso di licenziamento (con motivazione ritardi di lavoro) e l’annuncio che sarebbero stati sostituiti da operai di un’altra impresa per il proseguimento dei lavori nella costruenda Metro C. Un provvedimento che i lavoratori hanno ritenuto ingiusto e inaccettabile, visto anche che fino ad oggi hanno lavorato ad oltre cinquanta metri di profondità e spesso sette giorni su sette per stare nei tempi di consegna, senza riposi tra fiumi d’acqua e a contatto con l’acido solfitico, che ha anche creato più di qualche problema alla salute di molti di loro. 
Molti sono lavoratori fuori sede provenienti da Napoli, Bari e L’Aquila, hanno famiglie a carico e lavorano anche dodici ore al giorno. La notte dormono nei container. Il loro lavoro prevede due tipi di contratti, uno di smaltimento fanghi e l’altro di lavoro nei pozzi.

La protesta è stata e mentre una cinquantina di essi ha incrociato le braccia davanti al cantiere del pozzo di aerazione 5.4 di piazza San Felice a Centocelle, altri 80 si recavano presso la Regione e il Campidoglio per far valere il proprio diritto alla salvaguardia del posto di lavoro, magari nella paventata ditta subentrante.

Durante il sit-in ci siamo aggirati tra di loro, erano visibilmente arrabbiati e pronti a rendere ancora più visibile la loro lotta qualora dagli incontri non ne fosse scaturito qualcosa di positivo. Hanno parlato di diritti lesi e di un non rapporto con l’impresa con cui lavorano. Oltre il capocantiere, dicono, non abbiamo mai visto nessuno dell’impresa che ci ha assunto per questo lavoro massacrante che, tra l’altro, svolgendosi nel sottosuolo e con un elevatissimo tasso di umidità, ci sta anche creando non pochi problemi di salute.
Inoltre, i lavoratori hanno evidenziato che non sono mancati casi di infezione ai piedi perché il lavoro è stato svolto sotto la pioggia e nei fanghi, escoriazioni varie e respirazioni di sostanze nocive.
Qualche mese fa, ad esempio, il Pozzo 5.5 (zona Alessandrino) è stato fermo per dei controlli dopo la fuoriuscita di acido solforico. 

Di diritti neanche a parlarne; tre anni a 50 metri di profondità senza nessun riconoscimento economico particolare, che pure è previsto nei contratti di lavoro.

La comunicazione di questo "strano licenziamento" è stata data dal capocantiere. Nessuna assicurazione circa l’indennità di disoccupazione o l’accesso alla cassa integrazione.

Durante il sit-in posto sono intevernuti alcuni sindacalisti che non sono riusciti a rassicurare gli operai, convinti ad andare avanti nella protesta e ad impedire che avvennisse una sorta di "cambio della guardia" tra loro e gli operai di un’altra impresa che per il momento nessuno conosce. Sul posto a rassicurare gli operai anche il presidente della Commissione Metro C, Antonio Pietrosanti.

Il Municipio Roma 7 è immediatamente intervenuto con un comunicato stampa e in attesa di conoscere i fatti e pur non avendo particolari competenze sulla questione si è schierato senza se e senza ma a difesa dei diritti dei 130 lavoratori.
Il comunicato stampa della presidenza del Municipio Roma 7 si è dimostrato anche un ottimo volano per favorire l’intervento dei mass media, Tv compresa.  E nel primo pomeriggio del 18 maggio le parti hanno sottoscritto un accordo che consentirà ai lavoratori dell’impresa Marcantonio Spa di non andare ad infoltire l’enorme elenco dei disoccupati.

Per sapere però i tempi di consegna dell’opera e la sua messa in servizio non ci resta che aspettare che sia il Sindaco Alemanno che il presidente della Regione Lazio Polverini comunichino alla popolazione lo stato dell’arte della realizzazione di un progetto indispensabile alla città di Roma.

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