

Grande successo della II edizione de "La Memoria cantata"
Meritano davvero un plauso gli organizzatori della molto ben riuscita II edizione de La Memoria cantata Massimiliano Cera, Angelo Paoletti, Luca Ricciardi, coadiuvati da Giorgiana Sabatini.
Sabato 27 giugno 2009 nell’antico Chiostro della Sughera a Tolfa, è stato ricreato il clima della vecchia fraschetta tolfetana, di quando, per dirla con il poeta Balilla Mignanti in cui: ’L vero poeta, a braccio… cantatore… / nasciva su’ la terra… e all’osteria. / ’L vino sciojva mente e fantasia / e la terra ’npastava… anima e core. // La fraschetta ’nvitava l’amatore… / del bon bicchiere e de’ la poesia. / A naso e orecchio seguiva la scia / l’appassionato… amante… ascoltatore.// Io… ve so’ di’ quarcosa!… So’ ’mpastato / de tutte quelle cose che v’ho detto… / e da la rima… matto ’nnamorato!… // Quann’arivedo, adesso, ’na fraschetta… / sento che ’l core me sarta dal petto / e ’l verso a scappa’ fora nu n’aspetta.
Artisti e studiosi hanno preso parte a questa Festa di poesia a braccio dei Monti della Tolfa mescolandosi nei tavoli tra gli "avventori" (molti i giovani) e svolgendo rapidi interventi adeguandosi al ritmo incalzante del conduttore Antonello Ricci, che ha saputo lumeggiare attraverso i vari interventi quel grande patrimonio di valore artistico ed umano di un territorio che mantiene una singolare vocazione artistica e linguistica che si cerca di trasmettere alle nuove generazioni attraverso le memorie, i valori e la voglia di partecipazione.
Naturalmente non si tratta di un’azione facile. Balilla Mignanti ha espresso molto bene il rammarico di non essere riuscito, nelle sue lezioni nelle scuole di Tolfa, a far diventare poeta estemporaneo nessun allievo. Egli infatti afferma: “Purtroppo nessuno è diventato estemporaneo. Perché non la vivono. Perché la poesia nasce da la sofferenza, dal dolore, dal trauma de la bellezza, da lontano. Manca l’habitat. Si diceva una volta a Civitavecchia: perché non vengono più certi animali come la quaglia? C’è ’l cemento. Manca l’habitat. A tutto ciò che manca l’habitat, manca la vita. Manca la spontaneità. Qui da noi manca la campagna, perché il poeta nasceva all’osteria, ma la prima fonte di vita della poesia è la campagna, mettiamocelo in testa. Perché tu stai a tu per tu co’ la natura, essendo parte stessa de la natura; trovi lo sfogo verso l’altra parte naturale o prendi da la natura stessa materia prima di esporre. Pe’ uscire, pe’ dire, pe’ cantare, serve questo. Mancano i luoghi. Certo che mancano. L’osterie. Quante vorte noialtre venivamo da la campagna e sa’ quante e quante vorte ’l poro Augusto, che veniva ’l sabato sera dopo ’na settimana fori, entrava dentro l’osteria, beveva ’n goccetto, po’ provava a canta’. A casa ciannava de testa, ’mbriaco quant’e ’n porco. Però s’era ’nnato a sfoca’! Arriva’ a casa, che partiva omo e diventava maiale. Però guarda caso l’omo è fatto pure di quelle cose lì. È natura. Quello che lo richiama a la natura deve seguillo, perché altrimenti diventa una parte della natura fori de la natura stessa. Prima se cantava, sa’. Quante vorte so’ arrivato a casa a mezzanotte e m’ero sfocato de tutto quello che ciavevo dentro de ’na settimana sana! Però ’n campagna si empiva’sto serbatoio…” La manifestazione, apertasi con la proiezione del documentario La memoria cantata di Angelo Paoletti, è proseguita con l’aperitivo in fraschetta con vino e prodotti tipici locali. Alle 20.30, spettacolo dal vivo, con il breve racconto teatrale Porgete orecchio o miei uditori, ideato e interpretato dallo scrittore e studioso Antonello Ricci, con la partecipazione di Alfonso Prota e Olindo Cicchetti.L’accompagnamento musicale della serata sarà affidato al suonatore di ciaramella Andrea Delle Monache.
Durante la manifestazione, prodotta dal Circolo “Gianni Rodari” Onlus in collaborazione con l’Associazione LABnovecento e realizzata grazie al sostegno della Provincia di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali, al contributo della Regione Lazio – Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport e alla partecipazione del Comune di Tolfa) sono intervenuti brevemente: Alessandro Portelli, docente universitario e presidente del Circolo Gianni Bosio, il quale ha pure improvvisato un’ottava, e Antonio Finori, presidente del Circolo poetico-culturale B. Battilocchio. E’ intervenuto pure Vincenzo Luciani, anche a nome di Riccardo Faiella, entrambi sono studiosi di poesia dialettale e coautori del libro Le parole salvate, realizzato con il contributo della Provincia di Roma. A tale proposito Luciani ha affermato: "Faiella ed io abbiamo proseguito un’azione di salvataggio di testi nei dialetti dei comuni della Provincia di Roma iniziata nel 2005. Il nostro libro Le parole salvate. Dialetto e poesia nella provincia di Roma: Litorale nord – Tuscia romana – Valle del Tevere contiene i risultati di una ricerca sulla tipologia dei testi dialettali (vocabolari, proverbi e modi di dire, toponimi e soprannomi, canti, filastrocche, giochi, gastronomia, teatro, racconti e poesie) di 28 comuni della Provincia di Roma (Allumiere, Anguillara Sabazia, Bracciano, Campagnano di Roma, Canale Monterano, Capena, Castelnuovo di Porto, Cerveteri, Civitella San Paolo, Fiano Romano, Filacciano, Fiumicino, Formello, Ladispoli, Magliano Romano, Manziana, Mazzano, Morlupo, Nazzano, Ponzano Romano, Riano, Rignano Flaminio, Sacrofano, Santa Marinella, Sant’Oreste, Tolfa, Torrita Tiberina, Trevignano Romano) e di due centri del Comune di Roma: Ostia e Cesano. Nella sezione antologica sono presenti i testi di 14 poeti sui 112 censiti. Di tutti si forniscono in appendice cenni biobibliografici (e molti sono poeti di Tolfa e Allumiere). Il libro riporta anche la più completa bibliografia su dialetto, poesia e prosa nei dialetti dell’area."
Luciani ha pure duettato con Balilla Mignanti che ha letto una sua poesia ed ha ricordato anche il grande poeta tolfetano Ettore Pierrettori che in una sua poesia tesse lodi sperticate al poeta a braccio per antonomasia Bartolomeno (Meo) Battilocchio, invidiandone l’abilità nell’improvvisazione: …me piacerebbe d’èssa come Meo, / nostro poeta de fama e successo, / ma n’è cossi; quanno la rima creo, / ’nvece d’annàlle avante, le vò apprèsso! / Cossi la Musa me rènne babbèo / facènnome cascà dritto nel cesso.
Ma l’autentico clou della manifestazione la sfida canora dei poeti a braccio Franco Finocchi (Tolfa), Mario Monaldi (Allumiere), Emilio Meliani (Pisa), Donato De Acutis (Bacugno), Giampiero Giamogante (Sacco), Stefano Prati (Lariano) in cui si sono confrontati i differenti delle diverse aree geografiche di provenienza e anche generazionali, grazie ad una nuovissima leva di poeti a braccio.
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