‘Mi manca l’aria’ di Selenia Orzella

L'intervista all'autrice del romanzo
di Maria Giovanna Tarullo - 15 Aprile 2011

Due profondi occhi neri da cui traspare tutta la dolcezza e la sensibilità di una ragazza di ventisei anni che si è dovuta scontrare troppo presto con il meschino gioco del destino e che non curante dei nostri sentimenti si diverte alle nostre spalle donandoci qualcosa per poi farcelo ripagare molto caro quando meno ce lo aspettiamo.

Sembra essere proprio il destino l’incosapevole protagonista del romanzo d’esordio della giovane ballerina e attrice tarantina Selenia Orzella "Mi manca l’aria"(edito da Alibrandi Editore Collana Clio, pag 160, prezzo E. 13.00). Un romanzo intenso e carico di emozioni dove la ragazza attraverso il personaggio di Rebecca narra la sua esperienza di vita, un percorso fatto di passioni, grandi soddisfazioni e non privo di momenti topici; in un attimo accade, infatti, l’impensabile: scompare suo padre, la persona per lei più importante.

Perdendo il suo unico e vero punto di riferimento, la giovane cade nello smarrimento più totale, riuscendo a superare questo suo disagio attraverso l’amore, l’amicizia e la generosità verso il prossimo. Saranno la donazione degli organi di suo padre e l’incontro con Andrea, a restituerle la vita, la voglia di lasciarsi andare, facendo fluire la sofferenza e accogliendola.

Un romanzo semplice e diretto, che senza tante aspettative, riesce a trattare temi importanti quale la morte e la donazione degli organi, facendo così capire che nella vita è possibile superare il dolore.

Selenia Orzella ha parlato del suo romanzo "Mi manca l’aria" al nostro giornale rilasciando la seguente intervista:

– Dopo aver iniziato la tua carriera come ballerina e proseguito con diverse esperienze nel mondo della recitazione, esordisci in libreria con il tuo primo romanzo "Mi manca l’aria". Come ti sei trovata nei panni di un’aspirante scrittrice? Dove ha preso vita questa tua necessità di mettere nero su bianco le tue emozioni?

In realtà io non ho mai ambito a fare la scrittrice, poichè ho sempre pensato che dovessero farlo coloro che hanno le giuste competenze. Questa opportunità mi si è presentata quando ho incontrato Fabio Salvatore, il mio attuale fidanzato, che dirigeva una collana per Aliberti Editore, conosceva la storia di mio padre mi ha proposto di scrivere qualcosa su questa mia esperienza. Da subito ho rifiutato perchè il mio desiderio non era quello di mettere in piazza le mie cose e, sopratutto, credevo di non esserne in grado, poi lui mi ha convinta esortandomi più volte a buttare giù qualcosa ed ho incominciato a scrivere, scoprendo poi che forse era davvero un metodo per tirar fuori quelle emozioni che tenevo dentro e diventare una terapia per superare il mio dolore.

– "Mi manca l’aria" racconta in maniera romanzata la tua esperienza di vita, per farlo ti sei avvalsa di una sorta di alter ego, la protagonista Rebecca. Perchè hai deciso di parlare attraverso questo personaggio?

La decisione di parlare attaverso il personaggio di Rebecca nasce dalla volontà di non scoprirmi completamente raccontando questa storia in prima persona. Anche se tutti gli altri nomi appartengono a persone realmente esistenti attraverso Rebecca, tutt’ora, mi risulta più facile parlare del mio romanzo senza sentirmi troppo coinvolta.

– Uno dei protagonisti incontrastati del tuo romanzo sembra essere il destino che si prende gioco della tua vita ponendoti di fronte all’improvvisa scomparsa di tuo padre, ma allo stesso modo ti permette anche di incontrare l’uomo che ti aiuterà a superare questo dolore. Innazitutto, credi nel destino? Quale posto gli riservi nella tua vita?

Credo moltissimo nel destino e sento che senza la sua esistenza non sarei arrivata dove sono adesso. Come si evince dal romanzo io ho vissuto lontano dalla mia famiglia sin da piccola e sono andata via di casa proprio perchè è stato il destino a volervo, visto che ben due persone nell’ambito della danza mi proposero di presentarmi ad una audizione a Roma. La prima volta rifiutai questa offerta mentre la seconda, pensando che forse questa era la mia strada, decisi di provare ed andò a buon fine. Comunque penso che il destino sia gestibile nel corso della nostra vita.

– Hai dichiarato che l’amore, l’amicizia, la generosità verso il prossimo sono le uniche chiavi per uscire dal tunnel. Quale di queste cosa ti ha aiutato maggiormente a riacquistare un po di serenità?

Tutte queste cose mi sono servite in qualche maniera ma penso che quella che abbia aiutato di più me e la mia famiglia sia stata l’amore verso il prossimo che ci ha spinto a fare un gesto importantissimo come quello di donare gli organi di mio padre. Per noi la donazione ha rappresentato la vera chiave per vincere un’esperienza dolorosissima come la morte di una persona cara. Importantissima è stata anche la presenza del mio fidanzato che è stata davvero illuminante: lui mi ha aiutato ad aprirmi verso gli altri ed in questo modo anche a superare il mio dolore.

– A proposito di generosità in questo romanzo hai parlato di uno dei più grandi atti di generosità quello della donazione degli organi. Cosa ti ha spinto al momento della scomparsa di tuo padre a dare il consenso per questa pratica? Hai prestato, inoltre, il tuo volto alla campagna dell’Aido (Associazione Italiana per la Donazione degli Organi) quale messaggio vuoi lanciare riguardo questo argomento?

Un valido supporto nel prendere questa importante decisione ci è arrivato da un medico presente nel reparto rianimazione, dove era ricoverato mio padre, che con la giusta sensibilità ed umanità ci ha spiegato in cosa consisteva realmente la donazione degli organi. Penso infatti che la decisione di non acconsentire all’espianto di alcune persone, derivi proprio dal fatto che nel nostro paese ci sia molta ignoranza in materia e a volte la proposta di donazione venga fatta dai medici in maniera sbagliata. Personalmente avevo deciso di fare questo gesto sin dal primo momento in cui mi è stato comunicato che presto avrebbero staccato la spina a mio padre, perchè secondo me rappresenta un atto di amore puro verso il prossimo.

– In quest’ultimo periodo hai unito alla passione per la danza anche quella per la recitazione, ottenendo in questo campo grandi consensi per la tua parte nel film di Alessandro Di Robilant "Mar Piccolo". Accetteresti se ti venisse proposto di portare la storia di questo tuo primo romanzo sul grande schermo? Visto il tuo coinvolgimento sceglieresti di interpretarla o preferiresti che fosse un’altra attrice a farlo?

Accetterei molto volentieri sarebbe un’esperienza fortissima ed emozionante. Proprio in questo periodo ho girato un cortometraggio per la regia di Anna Ferruzzo, basato proprio sul mio romanzo di cui sono protagonista. Nonostante sia stato difficilissimo sono davvero orgogliosa di questo lavoro.

– Ritornando a "Mar Piccolo" quest’opera narra di un quartiere particolare di Taranto, la tua città natale, anche se ormai sei diventata una romana d’adozione visto che ti sei trasferita nella Capitale all’età di dodici anni per frequentare l’Accademia Nazionale di Danza. A quale delle due città ti senti più legata? Un pregio e un difetto delle due città?

Una domanda molto difficile…penso di essere per metà tarantina e per metà romana. Taranto resterà sempre nel cuore: ci sono le mie origini e la mia famiglia, anche se purtroppo non la conosco bene come Roma e quindi mi sarebbe difficile viverci senza la presenza della mia famiglia. Per quanto riguarda pregi e difetti Taranto ha il grandissimo problema dell’inquinamento causato dalla fabbrica Ilva, che abbiamo voluto evidenziare anche con "Mar Piccolo", purtroppo senza alcun risultato da parte delle autorità e della popolazione stessa, mentre il suo pregio è il suo meraviglioso paesagigo. Invece il difetto di Roma è quello del traffico a qualsiasi ora del giorno; il pregio la sua maestosità in ogni quartiere c’è qualcosa da osservare ed imparare.

– Quale sono i tuoi progetti futuri?

In questo momento continuerò a promuovere il mio romanzo portandolo in diverse città del nostro paese, mentre in veste di attrice potrete seguirmi nella prossima serie de "Il commissario Rex", dove sarò la protagonista di un episodio in cui interpreto una ragazza punk sospettata di aver ucciso il proprio fidanzato.

Il trailer del film: http://www.youtube.com/watch?v=Lh-9iX0C9zE&feature=player_embedded


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