Montagna e turismo, la Regione Lazio chiama a raccolta i sindaci: al via il piano per il futuro delle piste sciistiche

L’obiettivo del tavolo è stato proprio quello di rafforzare il lavoro tecnico già avviato, coinvolgendo direttamente le amministrazioni locali che ogni giorno gestiscono le criticità e le potenzialità dei comprensori montani

Le montagne del Lazio tornano al centro dell’agenda politica regionale. Dalle piste del Terminillo agli impianti di Subiaco, passando per i comprensori più piccoli ma strategici dell’Appennino laziale, la Regione ha avviato un confronto diretto con i territori per disegnare il futuro dello sci e del turismo invernale.

Il primo passo è stato compiuto ieri nella sede della Regione Lazio, dove si è svolto un tavolo di lavoro con i sindaci dei Comuni che ospitano aree sciabili.

All’incontro hanno preso parte gli assessori regionali al Demanio e Territorio Fabrizio Ghera e ai Lavori Pubblici Manuela Rinaldi, insieme ai rappresentanti della Provincia e del Comune di Rieti e ai sindaci di Filettino, Guarcino, Cittareale, Cantalice, Picinisco e Subiaco.

Un piano per rilanciare lo sci laziale

Il confronto rientra nel percorso avviato dalla Regione insieme alla FISI – Comitato regionale Lazio e Sardegna per la redazione del nuovo Piano delle aree sciabili attrezzate. Un documento strategico che punta a ridisegnare la gestione delle piste e degli impianti di risalita, aggiornando anche la normativa regionale.

In parallelo, infatti, la Regione sta lavorando alla revisione della legge regionale n. 59 del 1983, adeguandola alle disposizioni del decreto legislativo n. 40 del 2021, che introduce nuove regole in materia di sicurezza e gestione degli impianti sciistici.

immagine di repertorio

Il dialogo con i territori

L’obiettivo del tavolo è stato proprio quello di rafforzare il lavoro tecnico già avviato, coinvolgendo direttamente le amministrazioni locali che ogni giorno gestiscono le criticità e le potenzialità dei comprensori montani.

«L’incontro è servito a rafforzare l’operato del tavolo tecnico attraverso una sinergia concreta con i comuni coinvolti», hanno spiegato gli assessori Ghera e Rinaldi.

«Abbiamo raccolto le istanze dei territori sulla gestione delle piste e degli impianti di risalita con l’obiettivo di costruire un sistema di tutela e valorizzazione delle aree sciabili».

Montagna come motore economico

Per la Regione, infatti, le montagne laziali rappresentano molto più di un patrimonio naturale.

I comprensori sciistici, se adeguatamente valorizzati, possono diventare un volano economico per interi territori, grazie alla capacità di attrarre turisti e appassionati della montagna.

Paesaggi unici, sport invernali e turismo sostenibile: la sfida ora è trasformare queste risorse in una strategia coordinata che metta insieme sicurezza, infrastrutture e promozione del territorio.


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