

La vittima, circa 40 anni, senza documenti e già in avanzato stato di decomposizione, aveva una gamba rotta
Un pomeriggio d’agosto, una strada chiusa e silenziosa nella zona residenziale di Monteverde. Qui tra le palazzine di via Giovanni Cadolini, al civico 5, la quiete è stata rotta da una scoperta agghiacciante: il corpo senza vita di un uomo, riverso sul tetto di un garage.
A notarlo, ieri pomeriggio intorno alle 16, è stato un residente che ha subito chiamato i soccorsi. Sul posto sono arrivati i carabinieri della compagnia San Pietro e gli investigatori del Nucleo di via In Selci, che hanno subito compreso di trovarsi davanti a un caso intricato.
La vittima, circa 40 anni, senza documenti e già in avanzato stato di decomposizione, aveva una gamba rotta. Nessun segno di aggressione sul corpo, come confermato dal primo esame del medico legale: l’uomo sarebbe precipitato dall’alto. Ma perché si trovava lì?
Gli inquirenti non escludono l’ipotesi più inquietante: che si fosse arrampicato per tentare un furto in appartamento, in una via che non offre vie di fuga se non verso i tetti, perdendo poi l’equilibrio e cadendo rovinosamente sul garage. La cosiddetta pista del “ladro acrobata” prende forza, ma restano troppi interrogativi.
I carabinieri hanno passato in rassegna le denunce di persone scomparse a Roma, senza però trovare alcuna corrispondenza. L’identità dell’uomo, dunque, rimane un mistero.
Sarà l’autopsia, prevista nelle prossime ore al Policlinico Gemelli, a chiarire le cause della morte e, forse, a dare un nome a quel corpo dimenticato nel silenzio di Ferragosto.
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