Monteverdini sepolti nel Cimitero Acattolico

Le tombe di Carlo Emilio Gadda e di Dario Bellezza
Makaa Jade - 19 Dicembre 2018

Il Cimitero Acattolico è situato proprio “Ai piedi della Piramide” come sottolinea Marco Fortunato nel titolo del suo saggio (2012) e l’ingresso è situato su Via Caio Cestio, al civico 6.

La collocazione del cimitero acattolico in questa area si spiega principalmente dalle prescrizioni dello Stato Pontificio. Il papa inizialmente concesse la sepoltura degli “impertinenti” fuori Porta Pinciana e poi nell’area a ridosso della Piramide, grazie alla richiesta fatta nel 1716 al papa Clemente XI dal cattolico sovrano inglese Giacomo Stuart, espulso dalla corona inglese ed esiliato a Roma. Originariamente esso si chiamò Cimitero Protestante, perché i primi ad esservi sepolti furono appunto gli inglesi. Infatti, nel 1928 l’intervento di restauro che interessò la base della Piramide Cestia portò alla luce la più antica tomba risalente al 1738 e appartenuta al venticinquenne studente di Oxford, George Langton, oggi indicata col numero 5 nella Parte Antica.

Suddiviso in Parti e Zone (Antiche, Vecchie e Nuove) in seguito ad acquisizioni di terreni effettuate nel tempo, il Cimitero Acattolico è un’attrattiva turistica che ha mantenuto attiva la propria funzione di camposanto e custodisce oggi circa 4000 salme. Di queste la mappa del cimitero, scaricabile dal sito, ne evidenzia almeno 170 come “Tombe di spicco”, ma nonostante le più conosciute siano sicuramente quelle dei poeti inglesi Keats e Shelley è bene sapere che qui sono sepolti anche gli italiani. Tra tutti giova ricordare Antonio Gramsci, la cui tomba ha ispirato Pasolini nell’opera “Le ceneri di Gramsci”.

Ma  volendo focalizzare l’attenzione sui monteverdini, si possono incontrare le tombe di alcuni personaggi legati in qualche modo al quartiere di Monteverde. Infatti vi si trovano per esempio i coniugi Helbig che passarono gli ultimi trent’anni circa della loro vita nella Villa Lante al Gianicolo a cavallo tra l’800 e il 900; alcuni garibaldini che trovarono la morte nella difesa di Roma al Gianicolo; il Gran Lombardo Carlo Emilio Gadda che visse per un breve periodo in Via Innocenzo X; ed infine, anche il poeta Dario Bellezza che trascorse l’infanzia a Monteverde.

Al n° 98.13 della Zona Seconda sono sepolti l’archeologo tedesco Wolfang Helbig (1839-1915), noto per essere stato il vicesegretario dell’Istituto Archeologico Germanico a Roma, e sua moglie la principessa russa Nadina Shakowskoy (1847-1922) famosa per aver fondato le basi del Poliambulatorio Nuovo Regina Margherita di Trastevere, e per le sue esibizioni al pianoforte in compagnia di Franz Listz nel Salotto a lei intitolato di Villa Lante al Gianicolo.

Le tombe di Gadda e Bellezza

I cinque garibaldini qui sepolti e meritevoli di nota sono il cappellano dell’esercito Padre Alessandro Gavazzi (1809-1889) nella tomba 50.13 della Zona Prima; il seguace di Garibaldi d’origine inglese John Scholey, al n° 95 dell’ossario al muro posteriore della Zona Seconda a cui seguono (tomba n° 97) lo svizzero Bartolomeo Rozat (1824-1849), capitano dei bersaglieri morto nella difesa di Roma e (tomba n° 99) il giornalista polacco Arthur Bennj morto nel 1867; ed infine, l’amico di Garibaldi Luigi Miceli (1824-1906) presso la tomba n° 110. 18 della Zona Seconda.

Altri monteverdini le cui spoglie sono custodite nel Cimitero Acattolico sono Carlo Emilio Gadda (1893-1973) autore del celeberrimo romanzo Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana che poté essere sepolto qui presso la Zona Vecchia al n° 15.08 soltanto nel 2000, nonostante la sua richiesta fosse nel proprio testamento dal 1973.
Ed infine, il poeta noto come il “Rimbaud de Monteverde” Dario Bellezza (1944-1996) sepolto qui a causa della sua “impertinente” omosessualità, nella tomba n° 93.9 della Zona Seconda.

il Cimitero Acattolico dunque oltre ad essere un’attrattiva turistica è un luogo dove commemorare anche alcuni tra i più importanti personaggi legati al quartiere di Monteverde.

Makaa Jade


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