Categorie: Ambiente

Monti Ortaccio, spunta cartello di inizio lavori ma nessuna ruspa al lavoro

Paris diffida Cerroni. Avenali: “Fermare lavori definitivamente, non può essere privato a decidere politiche pubbliche”

Giorni fa un cartello di inizio lavori è stato posto all’ingresso della cava di Monti dell’Ortaccio ad annunciare l’inizio degli scavi per la nuova discarica provvisoria. Eppure nessuna ruspa è stata vista in azione. Perplessità e rabbia tra i residenti che hanno visto nel cartello una provocazione da parte della Colari, il consorzio che opera nel settore rifiuti.

“Qui i lavori non partiranno mai – dice Gianni Paris, presidente del XV municipio – ho preparato una diffida da inviare a Cerroni e stiamo preparando una lettera per il commissario Goffredo Sottile, affinché ritiri l’Aia (Autorizzazione impatto ambientale) su Monti dell’Ortaccio”.

Sulla questione interviene anche Cristiana Avenali, Consigliera della Regione Lazio:“I lavori per la nuova discarica a Monti dell’Ortaccio – afferma – devono essere definitivamente fermati al di là di quello che valuteranno nella loro autonomia i tribunali, non può essere un privato a decidere le politiche pubbliche, l’autorizzazione rilasciata dal commissario va ritirata . A Monti dell’Ortaccio è in corso una procedura di acquisizione al patrimonio pubblico di venti ettari per lavori abusivi effettuati all’interno della cava e il Tribunale Amministrativo tra pochi giorni dovrà pronunciarsi anche sulla validità dell’autorizzazione integrata ambientale.

E’ il momento di chiudere questa vicenda, dismettere l’inutile e dannoso commissariamento e restituire alla Regione le sue funzioni. Il Consiglio regionale dovrà presto rimettere mano al piano rifiuti, anch’esso bocciato dai tribunali amministrativi, e in quell’ambito ridefinire obiettivi e strategie per la riduzione, il riuso e la differenziata, con gli impianti per il riciclaggio necessari per ottenere i risultati programmati. Il Lazio può imboccare la strada di una gestione moderna dei rifiuti, abbandonando discariche e inceneritori come metodo principale di smaltimento.”

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