

Era nato a Manfredonia (FG) il 21 aprile 1943
È scomparso il 22 novembre 2017, all’età di 74 anni, il poeta e scrittore Franco Pinto. Era nato a Manfredonia il 21 aprile 1943.
“Con lui se ne va un grande poeta e un fraterno amico – ha commentato Vincenzo Luciani – Restano le sue splendide poesie e l’impegno per me che ho avuto il privilegio di essere suo editore con Edizioni Cofine di due delle sue più significative raccolte, di contribuire a mantenere viva la sua memoria poetica. Un forte abbraccio ai suoi familiari.”
Franco Pinto è nato a Manfredonia il 21 aprile 1943 da una famiglia di pescatori. Giovanissimo aiuta il padre nella pesca fino a quando, nel corso di una tempesta, rischia di perdere la vita in mare. Lascia il lavoro di pescatore e riprende gli studi abbandonati qualche anno prima (istituto nautico, poi istituto tecnico industriale), cominciando nel frattempo a lavorare presso un falegname; la morte del padre ed altre necessità di famiglia fanno sì che questo diventi il suo mestiere.
Ma l’attività di ebanista, per quanto di pregio, gli stava stretta rispetto al suo bisogno di esprimersi. Perciò ha sempre associato al suo lavoro artigianale la passione per la scrittura creativa e la poesia. Autore di poesia e teatro in dialetto manfredoniano. Copioso il materiale poetico e teatrale inedito in via di sistemazione.
La prima raccolta di poesie edita è del 1985, U Chiamatôre [‘Il chiamatore’]. Liriche scelte, (Foggia, Bastogi). Seguono due pubblicazioni teatrali: Vernucchje [‘Bernoccolo’] (Manfredonia, Edizioni Il Sipontiere, s.d. [ma 1990]) e A pûpe [‘La bambola’], (Manfredonia, Edizioni del Golfo, 1991).
Nel 2002 pubblica la raccolta di poesie Nu corje dôje memorje [‘Una pelle due memorie’], Manfredonia, Edizioni Il Sipontiere; nel 2004 Méje cume e mo’ (Mai come adesso), Roma, Edizione Cofine; nel 2009 Nvrà vigghje e sunne (Tra veglia e sonno), sempre con le Edizioni Cofine.
Tra i vari riconoscimenti ricevuti da Franco Pinto il 1° premio al “Gran Premio Carlo Capodieci per la poesia in vernacolo” nel 1986, con la poesia “Citte côre”, occasione in cui è stato premiato dal Presidente Sandro Pertini, e il 3° Premio al concorso nazionale di poesia dialettale “Città d’Ischitella-Pietro Giannone” nel 2004 con la raccolta Méje cume e mo’. Ultimo, non di importanza, il Laurentino d’Oro della Città di Manfredonia.
Qui di seguito una sua poesia
Je mò me ne véche
tô ne me chiamanne
tande ne nde sènde
stavolte ne me volte.
Spirte me ne véche
mbriéche pe lu mônne
ciônghe mizze i sciônghe,
pi spiagge salevagge
nganne a sole e iacque
au vinde strulacanne
l’amôre, u delôre,
u turte ca suppurte.
E quanne a sôre stracque
sûle e senza vôce
a crôce sôpe a fôce
da ngudde ià pusé
da te ià returné
Reggîne du Penzire
améte e méje avûte
pe farme accarezzé
a vocche cûme a jire
e strîngènne forte a vîte
tôve e i bèlle forme
appènne a chépe e dorme.
Io adesso me ne vado: Io adesso me ne vado / tu non mi chiamare / tanto non ti ascolto / stavolta non mi volto. / In giro me ne vado / ubriaco per il mondo / malfermo in mezzo ai giunchi, / per spiagge selvagge / sotto sole e acqua / urlando al vento / l’amore, il dolore, / il torto che sopporti. / E quando la sera stanco / solo e senza voce / la croce sulla foce / di dosso mi toglierò / da te devo ritornare / Regina del Pensiero / amata e mai avuta / per farmi accarezzare / la bocca come ieri / e stringendo forte la vita / tua e le belle forme / inclinare il capo e dormire.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.