Mostra d’arte ‘Il Mito – sancisci e scardina” in via Serbelloni

Inaugurata il 4 dicembre 2008 sarà visitabile fino al 5 febbraio 2009

Giovedì 4 Dicembre 2008 – ore 18,30 presso i locali della galleria d’arte Wunderkammern, in via Gabrio Serbelloni 124, Roma, inaugurazione della mostra:  "IL MITO – sancisci e scardina", a  cura dell’Associazione Culturale Wunderkammern (Presidente Franco Ottavianelli). 

Autori e opere in esposizione: Gruppo ARIS Cinini/Martinotta/Simoni: MITO ARIS, installazioni ‘people-specific’. Presentazione di Francesco Tedeschi
Tomaso BINGA, Antonio AMENDOLA: AGGRESSIONI POETICHE, performance. Presentazione di Giorgio Bonomi

Durata e orario di apertura: dal 4 dicembre 2008 al 5 febbraio 2009. Aperto lunedì e mercoledì dalle 17,00 alle 19.30 o per appuntamento, 347 9044911. Chiuso sabato, domenica e festività natalizie.

Il catalogo Wunderkammern con tutte le attività del 2008 sarà presentato a febbraio 2009.

Gli eventi del terzo millennio evolvono vorticosamente a livello globale. Nascono e cadono miti nei domini dell’uomo e della natura. Con "IL MITO, sancisci e scardina", Wunderkammern propone una doppia riflessione artistica sul tema, un approccio di complementarietà che analizza sia la possibilità di entrare nei meccanismi della mitizzazione che di scardinarne i suoi messaggi e i significati.

MITO ARIS Le installazioni MITO ARIS del gruppo composto da Ferdinando Cinini, Martino Martinotta, Riccardo Simoni, riflettono sulla trasformazione in "miti" di persone scelte dalle occasioni di incontri quotidiani, e soggette a una attenta ricostruzione di vicende personali e biografiche, mediante interviste, raccolta di documenti, catalogazione di "reperti" personali, video e performance. In una sezione della mostra saranno esposte alcune teche relative alla catalogazione di oggetti acquisiti dai diversi "miti" a oggi consacrati dal gruppo.

AGGRESSIONI POETICHE La performance AGGRESSIONI POETICHE di Tomaso Binga e Antonio Amendola è uno sconfinamento di generi che si confronta con il segno, il suono e il corpo per mettere a nudo le urgenze e le contraddizioni del mondo. L’immagine gestuale soccorre la parola sezionata dai fonemi. Il fine principale è quello di liberare e scardinare messaggi e significati attraverso mascheramenti e iterazioni per mutuare una specie di rapporto tra testo e contesto con un proprio vocabolario ritmico e corporale di singolare efficacia.

 

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