

Dal 6 febbraio al 24 marzo 2009 'Los años primeros' a cura di Yolanda Romero e Francisco Baena
José Guerrero torna alla Real Academia de España en Roma. L’artista di Granada soggiornò nell’ex convento sul Gianicolo tra il 1947 e il 1948 e a poco più di sessant’anni di distanza le sale dell’Accademia ospitano una sua importante mostra retrospettiva, organizzata in collaborazione con il Centro José Guerrero e con la Sociedad Estatal para la Acción Cultural Exterior (SEACEX).
Quasi cinquanta opere, per lo più dipinti ma anche disegni e progetti, che testimoniano l’intero percorso artistico di Guerrero, dagli anni della formazione al ritorno in Spagna, passando per la decisiva esperienza newyorkese. Ne esce una figura più complessa, poliedrica e sperimentale rispetto alla più nota immagine legata all’espressionismo astratto americano. Particolare spazio è infatti riservato al "Guerrero ante Guerrero" citando il saggio di Juan Manuel Bonet. La prima sezione, Años de formación: Granada, La Alberca, París, Thun, Roma, 1945-1948, si apre con gli esordi nella città natale e le belle vedute di Almuñécar e delle sue spiagge. Ma è nei paesaggi di La Alberca (1946) che meglio emergono i temi dominanti del primo Guerrero e della Spagna dell’epoca: la vita contadina, il folklore e la religiosità popolari, la rivendicazione del senso di "ispanicità".
Poi il soggiorno romano. Dal suo studio privilegiato sul Gianicolo, Guerrero dipinge con colori vivi e delicati al contempo i tetti e i vicoli della città eterna, sullo sfondo la cupola di San Pietro (Panorámica de Roma, 1948). Lo scrittore Justo Navarro parla di una "domenica perpetua", di suore trasformate in strutture architettoniche e vescovi come obelischi antropomorfi (El cardenal, 1948). Sono gli anni della prima mostra italiana alla Galleria del Secolo (1948), dell’amicizia con Afro e Mirko Basaldella e del probabile incontro con la pittura di Mario Mafai.
Segue la sezione En busca de la abstracción, 1946-1954 con le due opere fondamentali La Aparición (1946) e Lavanderas (1950) in cui l’artista prende le distanze dai legami naturalistici. Con un richiamo evidente a Picasso il colore esce dai contorni e le figure delle lavandaie si fanno ovali, forma costante nell’opera successiva di Guerrero. È ormai quasi compiuto il cammino verso l’astrazione.
L’ansia di attraversare idee e frontiere e l’incontro all’Accademia Americana di Roma con la futura moglie Roxane Whittier Pollock portano il pittore a New York.
Nelle ultime due sale dell’esposizione, La Escuela de Nueva York, 1 e 2, troviamo infine il Guerrero più conosciuto. Grazie anche al sostegno di Betty Parsons, gallerista guida dell’espressionismo astratto americano, e all’amicizia con Rothko, Motherwell e Kline, l’artista spagnolo approda ad un astrattismo "biomorfico", dominato dal nero e dal monocromo, con una parabola che ricorda quella di Mirò.
All’inaugurazione della mostra sarà presente la figlia dell’artista, Lisa Guerrero.
José Guerrero. Los años primeros
a cura di Yolanda Romero e Francisco Baena
Inaugurazione: 5 febbraio 2009, ore 19
Periodo: 6 febbraio – 24 marzo 2009
Luogo: Sala Espositiva della Real Academia de España
Indirizzo: Piazza San Pietro in Montorio 3, Roma
Orario: dal martedì alla domenica, ore 10.00-13.00 / 16.00-19.00. Lunedì chiuso
Telefono: 06.5812806
Ingresso: libero
Web: www.raer.it
Ufficio stampa:
Giulia Franchi
via San Quintino 25, Roma
Tel . 333 2021861 – 339 1834504
Mail: ufficiostampa.raer@gmail.com
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