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Moto sulla sabbia a Maccarese: scatta l’esposto degli ambientalisti. “Danni agli habitat protetti”

Italia Nostra, Lipu, Marelibero e Fai chiedono lo stop alle gare. Sotto accusa il "Supermarecross" del 1° marzo

Il rombo dei motori si è dissolto nel vento del litorale, ma sulla spiaggia di Maccarese resta un’altra eco, quella delle polemiche.

Il weekend di gare del Supermarecross, avvenuto il 1 marzo 2026, che ha portato piloti e pubblico sull’arenile, si è trasformato ora in un caso che finisce sulle scrivanie delle istituzioni.

Alcune associazioni ambientaliste hanno infatti presentato un esposto al Comune di Fiumicino e alle autorità competenti chiedendo di verificare la legittimità delle autorizzazioni che hanno permesso l’allestimento del circuito sulla spiaggia, nei pressi degli stabilimenti della Polizia di Stato e del gruppo sportivo Fiamme Oro.

La pista sulla sabbia

Per ospitare la competizione è stato realizzato un tracciato lungo circa 1.200 metri direttamente sull’arenile. Un circuito modellato nella sabbia con avvallamenti, dossi e rettilinei progettati per le partenze e i passaggi ad alta velocità delle moto.

Ed è proprio su questo punto che si concentra la contestazione degli ambientalisti. Secondo quanto denunciato nell’esposto, la creazione del percorso avrebbe comportato una significativa movimentazione della sabbia tramite mezzi meccanici, con un intervento ritenuto invasivo su un tratto di costa particolarmente delicato.

Tra i timori sollevati c’è anche quello legato all’eventuale dispersione di carburanti o altri residui delle moto direttamente sulla spiaggia, oltre alla possibilità che le modifiche apportate al terreno possano accelerare i fenomeni di erosione costiera, una criticità che interessa già diversi tratti del litorale laziale.

Un ecosistema fragile

La polemica si accende soprattutto per la posizione dell’area interessata dall’evento. Il tratto di costa di Maccarese confina infatti con i Tumuleti di Bocca di Leone, zona classificata come area di massima tutela all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.

Un territorio che non è soltanto una spiaggia, ma un vero e proprio corridoio ecologico. Qui si estende una delle aree riconosciute come IBA – Important Bird and Biodiversity Area – e poco distante si trova anche il sito naturalistico della Macchia Grande di Focene, habitat prezioso per numerose specie di uccelli e fauna costiera.

Secondo Italia Nostra e LIPU, autorizzare una competizione motoristica in un contesto ambientale di questo tipo rappresenta un rischio concreto per l’equilibrio dell’ecosistema.

La richiesta: fare chiarezza

Con l’esposto presentato alle istituzioni, le associazioni chiedono ora verifiche puntuali sui permessi rilasciati per l’evento e sulla compatibilità delle opere realizzate con i vincoli della riserva naturale.

L’obiettivo è accertare se tutte le procedure siano state rispettate e, nel caso emergessero irregolarità, individuare eventuali responsabilità.

Ma la questione guarda anche al futuro. Gli ambientalisti chiedono infatti che eventi sportivi con un impatto acustico e ambientale così rilevante non vengano più autorizzati in aree naturali di particolare pregio.

La palla passa ora alle istituzioni e agli enti gestori della riserva, chiamati a trovare un equilibrio tra la promozione di manifestazioni sportive e la tutela di uno degli ultimi tratti di costa ancora intatti del litorale romano.


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