

Approvata la delibera per i tavoli su "Sviluppo e Innovazione" e "Riforma di Roma Capitale". Sostituiscono le commissioni PNRR e Decentramento
Il cambio della guardia amministrativo è diventato ufficiale il 29 gennaio, quando – su richiesta firmata da un quarto dei consiglieri – il Consiglio municipale ha dato il via libera alla nascita di due nuovi organismi temporanei.
Un passaggio che, almeno sul piano formale, segna una discontinuità. Nella sostanza, però, la macchina operativa resta pressoché invariata, alimentando il dibattito politico sull’opportunità di istituire nuovi “osservatori” a pochi mesi dalla fine del mandato e a ridosso della tornata elettorale.
Le nuove commissioni municipali avranno il compito di accompagnare le trasformazioni in corso nella Capitale e di analizzarne le ricadute sui territori.
La prima, dedicata a Promozione, Sviluppo e Ricerca, sarà chiamata a costruire e rafforzare i rapporti con università ed enti di studio, monitorando al tempo stesso il delicato “post-Giubileo” e lavorando alla valorizzazione delle specificità dei diversi quartieri, da San Lorenzo ai Parioli.
La seconda, Riforma di Roma Capitale e Partecipazione, si configura invece come un tavolo politico-istituzionale incaricato di approfondire l’impatto della futura autonomia speciale di Roma sugli enti di prossimità e sul ruolo stesso dei Municipi.
A difendere la scelta è stata la presidente del Municipio, Francesca Del Bello, che ha richiamato la portata del momento istituzionale che la città si appresta a vivere.
«Se Roma assumerà maggiori competenze e un filo diretto con il Governo, i Municipi non possono restare a guardare – ha spiegato la minisindaca –. È fondamentale che il Consiglio approfondisca quale ruolo avremo in questa nuova cornice. Inoltre, dobbiamo gestire l’eredità dei grandi eventi in un territorio dall’alto potenziale come il nostro».
Resta però il tema della continuità. Le commissioni precedenti, istituite nel novembre 2021 e dedicate a Università, Giubileo, PNRR e Turismo, hanno infatti concluso formalmente il loro mandato.
La decisione di “reincaricare” sostanzialmente gli stessi membri, seppur sotto nuove denominazioni, viene letta dalla maggioranza come un atto di responsabilità necessario per portare a termine i percorsi già avviati.
Dalle opposizioni, invece, emergono perplessità sulla reale urgenza di creare nuovi organismi temporanei in una fase considerata ormai finale della consiliatura.
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