

In via Sciacca 26 vicino piazza Re di Roma inaugurato il primo bed & breakfast artistico della Capitale
Rubo il titolo all’amico Claudio Porena per scrivere un sintetico resoconto su quello che è accaduto sabato 29 marzo 2014, vicino piazza Re di Roma, precisamente all’interno 1 di via Sciacca n. 26. Nel pomeriggio abbiamo presentato, con @Roma in Barattoli, il bed & breakfast Nasoni di Roma.
Abbiamo aperto le sue porte. Lo abbiamo esplorato camera per camera, lo abbiamo conosciuto con il sottofondo musicale di Davide Finesi, lo abbiamo letto e sentito con i versi dei poeti, lo abbiamo ammirato con le foto dei suoi fotografi.
Abbiamo brindato e festeggiato quello che è stato il lavoro di circa 6 mesi; la nascita dell’idea creativa, ricercare le informazioni sulle fontane, la scelta delle poesie, gli scatti per Roma, la ristrutturazione dell’appartamento, la stampa di tutto il materiale da mettere in mostra. Piano piano l’idea si è trasformata in realtà.
Nasoni di Roma è unico nel suo genere, forse la prima esperienza nel panorama italiano, è il primo bed & breakfast artistico della Capitale. Il nome prende spunto dal soprannome del cannello delle fontanelle pubbliche che offrono acqua potabile al popolo romano sin dal 1874. Le cinque camere e l’area comune sono dedicate ad alcune delle fontanelle rionali di Pietro Lombardi costruite per omaggiare dei rioni della città. Ogni camera ha opere d’arte di artisti emergenti del territorio nazionale. I poeti coinvolti: io (Leone Antenone – Scartaccia), Claudio Porena e Ivan Tresoldi; mentre i fotografi sono Daniele Romaniello e Gabriele Verdini.
Qui di seguito riporto il componimento di Claudio, ottimo resoconto del vernissage:
Nasoni di Roma: vernissage
Mentre Luca, il gestore ed il creatore
del bed&breakfast, è ancora che lavora
ad allestirlo un paio d’ore prima
del vernissage, Leone ed io arriviamo
e chiediamo di fare i ficcanasi
nei “Nasoni di Roma”, coi barattoli
di pomodori, a mo’ di colosseo,
coi quadri dei nasoni (forse troppi),
coi Granelli di Roma e Il Pallonaro
(i libri del poeta e amico Leo),
con l’occhio mezzo chiuso e mezzo aperto
per non vedere o per vedere appena
ciò che il gusto di Luca, il committente,
il mecenate, ha reso una realtà:
le foto di Gabriele e di Daniele,
le poesie romanesche di Leone,
le romanesche mie, quelle di Ivan
in italiano, il canto e la chitarra
di Davide Finesi, la magia
della nostra città, l’essere invasi
dagli amici venuti a dar calore,
la camera dei libri, del timone,
dei monti, delle tiare, delle anfore,
l’area comune a tutto il sodalizio,
alla poesia e alla fotografia,
e tutto il suo design, l’arredamento,
la sua perfetta grafica, il frangente,
l’intera situazione che ci ha fatto
cader nello sconcerto, nella gioia,
nell’incredulità… Certo se Tizio
vi porta l’inglesina, sarà un sogno,
finché non leggerà sulla testata
del letto i quattro versi di Porena
e allora sarà un incubo? Chissà!?
Queste parole in rima oggi narrano
una storia rarissima oggigiorno.
Basta guardarsi intorno: i sogni zoppicano,
stentano a farsi strada e ci si annoia
con la poesia che ha il tanfo sotto il naso,
ed io me ne vergogno! Ma contento
stavolta esclamo: “Evviva la brigata!”
I “Nasoni di Roma”, bed&breakfast,
Via Sciacca 26… Quando per caso
passate per di qui, ficcate il naso!
Claudio Porena
30 marzo 2014
Concludo legando i miei ringraziamenti agli artisti che si sono fatti coinvolgere, a Luca Tripiedi che ha lasciato spazio all’arte nel suo bed & breakfast, a Marco Casini e la sua agenzia di comunicazione Creabit Studio per essere stati il tramite tra me e Luca e a tutti gli ospiti intervenuti al vernissage.
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