Municipi:

Nessuno mi può giudicare, il si della gente e della critica

Intervista al regista Massimiliano Bruno

Prendete una sceneggiatura ben costruita, due attori di alto livello ed amatissimi dal pubblico ed una serie di caratteristi bravi e azzeccati, poi aggiungete un pizzico di attualità e miscelatelo per bene con una buona dose di comicità ed emozioni quanto basta.

Questa la ricetta vincente per realizzare un’ ottima commedia italiana, come quella che da ben due settimane è in vetta al box office. Stiamo parlando dell’opera prima del regista e sceneggiatore Massimiliano Bruno "Nessuno mi può giudicare".

Il grande pubblico già ha potuto apprezzare il lavoro dello sceneggiatore romano, che con la sua ottima capacità di analizzare il comportamento dei suoi connazionali, si è aggiudicato il ruolo di braccio destro del regista Fausto Brizzi scrivendo con lui opere di successo, tra cui "Notte prima degli esami", "Ex" e "Maschi contro femmine". Inoltre Bruno, da artista poliedrico quale è, vanta anche una lunga carriera come attore. Attualmente è possibile trovalo nei panni dell’amatissimo personaggio di Nando Martellone nella serie tv di successo "Boris".

Al suo esordio dietro la cinepresa Massimiliano Bruno ha voluto osare ancora una volta con la storia della escort Paola Cortellesi in "Nessuno mi può giudicare". L’attrice romana interpreta Alice, una donna viziata e superficiale che passa la sua vita tra cocktail alla moda e feste nella sua grande villa ai Parioli. Alla morte improvvisa del marito, imprenditore di sanitari, scopre di essere sul lastrico e con una valanga di debiti. Se non riuscirà in poco tempo a saldare il conto rischierà di perdere anche la custodia di suo figlio. Così abbandona tutto e seguo il domestico Aziz, che ha insultato fino a pochi minuti prima, trasferiendosi su una terrazza malandata del quartiere del Quarticciolo. Per guadagnare tanto e in fretta, ricorre al mestiere più antico del mondo, quello della escort, facendosi dare lezioni da una vera professionista in materia.

Se questa sinossi vi ha ingolosito leggete l’intervista che segue concessaci dal regista Massimiliano Bruno:

Partiamo dall’inizio. Come stai vivendo questo grande successo al botteghino della tua prima opera cinematografica? Ti aspettavi una simile approvazione di pubblico e critica?

E’ una vera sorpresa. Sapevo di aver fatto un buon film ma, mai, avrei sperato che tutte queste persone vedessero il nostro film. Sono felice anche dei commenti della critica. E’ una cosa rara mettere d’accordo la gente con i giornalisti.

"Nessuno mi può giudicare" vede il tuo esordio dietro la cinepresa, dopo una lunga esperienza come sceneggiatore e diverse da attore. Cosa ti ha spinto a fare il grande passo? In quale di questi ruoli ti senti più a tuo agio?

Erano anni che ci pensavo. Già un paio di volte ci ero andato vicino ma non avevo grosso entusiasmo su altri progetti. Questo mi sembrava quello giusto ed anche l’occasione di lavorare con Paola Cortellesi con la quale sono anni che facciamo un percorso artistico insieme. Mi piace molto dirigere gli attori, scrivere ancor di più.

Negli ultimi anni il cinema italiano sembra essere ritornato in vita, esempi lampanti di successo sono la trilogia di "Manuale d’Amore" di Giovanni Veronesi e la saga di Fausto Brizzi, che peraltro ha collaborato alla scrittura del film, che vede l’eterna lotta tra l’universo femminile e quello maschile. Cosa pensi di questo grande rilancio della commedia italiana?

Ci voleva! E’ segno che stiamo lavorando bene… il pubblico ci premia e questo fa solo bene al cinema italiano. Spero che nei prossimi anni si torni ad incassare anche con altri generi.

 A contribuire al grande successo di "Nessuno mi può giudicare" è stata anche la scelta di uno strepitoso cast guidato dalla coppia esplosiva formata da Paola Cortellesi e Raoul Bova. Come è stato dirigere due grandi attori come loro?

Paola ha ben studiato il personaggio. Era dura passare dalle risate al pianto e così con lei ho fatto un lavoro sull’evoluzione emotiva di un personaggio che parte superficiale e arriva profondo. Lei è strepitosa e in questo momento credo sia il meglio che abbiamo in Italia. Raoul affrontava per la prima volta un personaggio del genere. Un coatto di periferia, un po’ musone e ironico. Abbiamo fatto insieme un lavoro meraviglioso di ricerca anche dei piccoli movimenti e delle espressioni. Lui secondo me in questo film da il meglio di se. E’ stato eccezionale.

Sei riuscito a trasformare Raoul Bova, amatissimo dal pubblico proprio per i suoi consueti ruoli da brava ragazzo, in un vero coatto doc. Ma secondo Massimiliano Bruno chi è veramente il coatto?

Il coatto è colui che ostenta, che dice di aver pagato una cosa il doppio di quanto l’ha pagata veramente, che fa del look cafone una ragione di vita, che cambia spesso marmitta allo scooter, che non prescinde dagli occhiali da sole, che si tatua un bel tribale sul petto con sotto una scritta in sanscrito che recita: "Nun mollamo mai", che parla a voce alta, che racconta sempre di qualche rissa che ha visto allo stadio, che è abbronzato già a febbraio e che racconta agli amici le sue avventure sessuali. Poi ci sono i coatti velati… e il nostro parlamento ne è pieno. Gentucola che con i soldi in tasca pensa di avere un valore speciale. Sono quelli che poi finiscono nei festini sullo yacht nel mio film, tra coca ed escort. Quelli sono più coatti dei coatti di periferia.

La grandissima Paola Cortellesi si è cimentata in maniera divertente ed ironica nei panni di una madre disperata, che alla morte di suo marito imprenditore di successo si deve rimboccare le maniche per non perdere la custodia di suo figlio, finendo per imbattersi nel mestiere di "escort". Tu hai rivelato di aver scritto la sceneggiatura un anno prima del tanto discusso "RubyGate". Cosa hai pensato quando hai appreso dai media di questo scandalo? Credi che questo modo di bruciare le tappe possa penalizzare davvero tutte quelle attrici di talento che vogliono difendere la propria dignità?

Chi usa questi mezzi per arrivare ad essere famosa non è una attrice è una escort. Ruby è famosa perchè la dava al premier (quando era ancora minorenne) non perchè è un’attrice. Il mio film parla d’altro. Alice nella storia è una che ha bisogno di farlo per salvare il suo bambino. Quando intervistavo le escort vere e mi raccontavano la loro storia all’inizio non ci credevo, ma poi i giornali mi hanno confermato che era tutto vero. Allora l’ho scritto…

Una delle protagoniste della tua pellicola è sicuramente la periferia romana, in particolare il quartiere del Quarticciolo, dove il personaggio di Alice si ritrova a vivere con suo figlio dopo la morte del marito. Da dove ha preso vita la scelta di ambientare questa storia proprio al Quarticciolo? Tu che tipo di rapporto hai con la città di Roma?

Sulla sceneggiatura avevo colorato un quartiere di periferia. Poi facendo i sopralluoghi con la scenografa Sonya Peng abbiamo scovato dei palazzi particolari proprio al Quarticciolo. Io avevo recitato al Teatro Biblioteca il 24 aprile del 2010 e avevo fatto amicizia con i ragazzi del centro sociale di fronte. Avevo scoperto che oltre al ristorante il "Quaghliaro" c’era un molto altro nella zona. Un quartiere vivo, con una storia fatta anche di solidarietà e onestà. Mi piaceva raccontare questo nel film. Sui giornali certi quartieri vengono nominati solo per via di alcuni fatti di cronaca invece il Quarticciolo si stava distinguendo per una ricerca culturale proprio grazie al teatro. Adesso abbiamo portato pure un po’ di cinema! Mi piacerebbe vedere il film con tutti i ragazzi e le persone che ci hanno aiutato a realizzarlo. Magari quest’estate lo proiettiamo in piazzetta!

Per quanto riguarda Roma invece c’è un legame speciale. Sono nato a Pietralata e vissuto a Piazza Bologna. Ho la gente di Roma tatuata addosso ed è l’unica città dove mi piace vivere. La racconterò sempre nei miei film…

Usare come set cinematografico le borgate romane era solito dei grandi registi del passato che oltretutto amavano reperire gli stessi attori dalla strada, tu a quale di questi storici registi ti sei ispirato?

Amo Ettore Scola, Mario Monicelli ed Elio Petri. Non mi sono ispirato a nessuno di loro ma ho amato i loro film e li ritengo dei geni assoluti nel nostro paese. Spero di avvicinarmi almeno alla metà di quello che hanno fatto loro… ma sarà difficile.

 Quando potremmo vederti ancora una volta nelle vesti di regista?

Sto scrivendo il mio nuovo film che si intitolerà Viva L’Italia, un ritratto comico ma amaro del nostro paese. Girerò in primavera 2012 per uscire al cinema ad ottobre 2012. Spero di confermare parte del cast di "Nessuno mi può giudicare", già quello sarebbe una piccola vittoria per chi fa i film con amore.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento