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Nettuno dice addio a Mussolini: revocata la cittadinanza onoraria dopo 101 anni

In consiglio comunale passa la mozione per cancellare l’omaggio concesso al duce nel 1923

Un secolo dopo, Nettuno volta pagina. A 101 anni dal conferimento della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, il Consiglio comunale ha deciso di revocare ufficialmente quel gesto, eredità ingombrante di un’Italia che si stava avviando verso il regime fascista.

Era il 1923 quando il Comune, come la maggior parte dei municipi italiani dell’epoca, si allineava all’ondata totalitaria tributando onori al capo del Governo. Il 21 maggio 2025, invece, è arrivata la revoca.

La proposta è partita dall’Anpi Anzio-Nettuno ed è stata raccolta dalla lista civica “Patto per Nettuno”, che ha presentato la delibera poi approvata con 14 voti favorevoli su 14 presenti. Ma a mancare, e a far discutere, sono stati ben 10 consiglieri assenti, alcuni dei quali senza motivazione ufficiale.

È un gesto simbolico ma importanteha detto il presidente del Consiglio comunale, Roberto Alicandriche restituisce alla nostra città coerenza con i valori costituzionali”.

immagine di repertorio

Anche il sindaco Nicola Burrini ha preso la parola per sottolineare che “l’antifascismo non è materia divisiva. È un principio fondativo della nostra democrazia”. E ha ricordato le iniziative promosse lo scorso 25 aprile, tra cui l’intitolazione di una targa a Piero Calamandrei.

Ma la revoca non ha unito tutti. Fratelli d’Italia ha parlato di “spettacolo surreale e ipocrita”, accusando la maggioranza di non aver avuto da sola i numeri necessari e criticando la “lezione morale” impartita dal primo cittadino. Eppure, il gruppo si è presentato in aula “per rispetto delle istituzioni”, pur dichiarandosi bersaglio politico dell’atto.

L’Anpi, invece, esulta: “Un voto unanime dei presenti, un gesto di responsabilità democratica. Dispiace per l’assenza di chi non ha nemmeno spiegato le proprie ragioni”. E la Rete No Bavaglio rincara: “La revoca è un atto dovuto, un segnale chiaro di rispetto per la Costituzione e la memoria storica”.

Il nodo, in fondo, è tutto lì: che ruolo ha oggi la memoria in una città decorata con la Medaglia d’oro al valor civile per la resistenza? Nettuno ha scelto. E nel farlo, ha riacceso un dibattito che non smette mai di bruciare, fra chi ritiene questi gesti inutili e chi li considera fondamenta della democrazia.

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