Nicolai Lilin racconta l’Erbaluce di Caluso e il Ruchè di Castagnole Monferrato

Giovedì 15 ottobre nell’ambito della rassegna “Piemonte, vini e parole d’eccellenza"

Giovedì 15 ottobre 2009 alle ore 18,30, nella sede romana della Regione Piemonte in via delle Quattro Fontane 116, nell’ambito della rassegna “Piemonte, vini e parole d’eccellenza" a cura dell’assessorato al Commercio della Regione Piemonte, lo scrittore Nicolai Lilin racconterà l’Erbaluce di Caluso e il Ruchè di Castagnole Monferrato.

L’intrattenimento musicale sarà affidato a Viccolò Fabi e allo GnuQuartet.

Info: 06-3240914

Nicolai Lilin

scrittore e tatuatore, è nato nel 1980 in Transnistria, al confine tra Moldavia e Ucraina, sulle rive del fiume Dnestr. E’ cresciuto nel quartiere Fiume Basso della città di Bender, nell’arcaica comunità dei siberiani deportati nel sud dell’Unione Sovietica durante l’era staliniana. Molti dei suoi antenati furono uccisi, fucilati dall’esercito zarista o trucidati dal Kgb nelle prigioni sovietiche e nei Gulag. Dai “nonni” siberiani, Lilin è stato allevato come “criminale onesto” in base all’etica fuorilegge di un gruppo sociale irriducibile, da sempre ostile al potere autoritario di Mosca e costretto, in Transnistria, a farsi rispettare con la forza in una regione dove le autorità avevano concentrato il peggio della criminalità dell’Urss. Educato alla durezza della violenza, s’è fatto strada già da bambino in una terra dominata dalla criminalità multietnica dell’impero sovietico. Nell’educazione “siberiana” di Nicolai, il grande maestro è stato il decano della comunità, “nonno” Kuzja, massimo interprete – nell’esilio della Transnistria – della grande tradizione coltivata nella Taiga dagli Urka, i leggendari briganti della foresta. Nel romanzo d’esordio pubblicato nel 2009 da Einaudi, Nicolai Lilin attribuisce grande importanza all’insegnamento degli anziani, figure struggenti di ex “criminali onesti” a riposo: fuori servizio, rigorosamente nullatenenti, vivevano come monaci allevando colombi, ma la loro parola era ancora legge. «Presto tutto questo finirà», lo avverte un giorno “nonno” Kuzja, consapevole del tramonto di un mondo arcaico, travolto dal crollo del regime sovietico e dall’avvento del capitalismo d’assalto. A Torino, oltre a dedicarsi alla scrittura e ad esercitare l’arte del tatuaggio siberiano tradizionale, Nicolai Lilin collabora assiduamente con l’associazione culturale “Libre” per svariati progetti. Con “Libre” ha realizzato nel 2009 il video “Siberian Criminal Style”.

Il Musicista  Niccolò Fabi

è figlio d’arte: il padre, Claudio, è stato uno dei più importanti produttori discografici dei Settanta (PFM, Alberto Fortis…), e non solo.

La sua esperienza parte da Roma, la città dove è nato nel 1968 ed è inserito nel suo fervido ambiente musicale di inizio Novanta, assieme a nomi come Daniele Silvestri, Max Gazzè, Federico Zampaglione, Riccardo Sinigallia.

Nel ’97, con Capelli, vince il Premio della Critica nelle Nuove Proposte al Festival di Sanremo. Dello stesso anno è il disco d’esordio, Il giardiniere, stretto fra melodie pop, reminiscenze anni 80 e qualche fendente rock. Nel ’98 presenta, sempre a Sanremo, Lasciarsi un giorno a Roma. Fa parte del secondo album, Niccolò Fabi, che contiene pure Vento d’estate,in coppia con Max Gazzè e Immobile assieme a Frankie HI-NRG.

Il terzo lavoro, Sereno ad Ovest, è del 2000, è ideato e arrangiato in proprio e sostenuto dal singolo Se fossi Marco. L’anno dopo esce una raccolta dei suoi pezzi più celebri, cantati in lingua spagnola per il mercato estero.

La cura del tempo è del 2003: il protagonista è il tempo che scorre, la storia, la prospettiva dell’esistenza. Fra gli ospiti Fiorella Mannoia, che canta in Offeso. Canzoni come È non è, Il negozio d’antiquariato sottolineano una vena compositiva sfaccettata e matura, che supera le pastoie del pop italiano.

Dopo la partecipazione, nel 2005 a La fantastica storia del pifferaio magico di Edoardo Bennato, Fabi arriva a Novo mesto (2006) con brani come Costruire e Oriente che proseguono il suo allontanamento dalla linearità dei brani dei primi tempi. Una raccolta nel 2006 (Dischi volanti 1996-2006), e un altro cd per il mercato spagnolo.

Nel 2007 la produzione del documentario Live in Sudan racconto di un viaggio e di un concerto di beneficenza effettuato nel paese africano e soprattutto del progetto Violenza 124: sette variazioni sul tema della violenza, condotte da un’idea musicale dell’artista assieme a Mokadelic, Olivia Salvadori & Sandro Mussida, Boosta, Roberto Angelini, gli Gnu Quartet e la Artale Afro Percussion Band.

Un doppio cd, a cui fa seguito la partecipazione alla scrittura con i Mokadelic della colonna sonora del film di Gabriele Salvatores Come dio comanda tratto dall’omonimo libro di Niccolò Ammaniti.

È il preludio a un nuovo disco, Solo un uomo, che esce alla fine di maggio 2009.

GnuQuartet

Dopo anni di appaganti esperienze individuali nella musica classica, brasiliana, jazz e d’autore, nell’arrangiamento, come compositori ed autori, con sconfinamenti nel teatro colto e comico e nel cinema, quattro amici si incontrano nuovamente, sotto la stella della P.F.M., per festeggiare il compleanno di Faber al teatro Nazionale di Milano. Da questo battesimo inaspettato, dall’entusiasmo per la musica senza preconcetti, dall’alchimia di gioia e ricerca, nasce un quartetto dal sound personale ed ecclettico. A testimonianza dell’impegno trasversale dei componenti del gruppo stanno le numerose collaborazioni con artisti di ambiti apparentemente lontani. Il GnuQuartet ha al suo attivo progetti in corso, da poco terminati o in piena maturazione con Gino Paoli, Simone Cristicchi, Motel Connection, Afterhours, L’Aura, New Trolls, Giorgio Conte, Giulia Ottonello, Dolcenera, P.F.M., Niccolò Fabi, Vittorio De Scalzi, Oscar Prudente, Giua, Federico Sirianni, Antonio Lombardi, Pier Cortese, il soprano Francesca Rotondo e ancora “incroci pericolosi” con Meg, Morgan, Antonella Ruggiero, Maurizio Lauzi, Sarah Jane Morris, Boosta, Augusto Forin, Giampiero Alloisio, Pilar, Cristiana Polegri, Claudia Pastorino, Mario Venuti, Carlo Fava.

Il repertorio solistico del GnuQuartet testimonia le amicizie e le passioni dei propri componenti. I progetti in corso sono “Nel blu dipinto di Gnu”, una scorribanda nella musica italiana da Martino a Tenco, da De Andrè a Zero che mescola generi e suggestioni dal jazz al rock. Più raffinato e onirico, il progetto “Because Beatles” che utilizza i temi del prodigioso quartetto di Liverpool per una ricerca sonora ed espressiva tra Debussy e Nyman, con digressioni jazzistiche e venature ironiche. Il Concerto GnuQuartet una collezione di suggestioni tra la musica originale del quartetto e le rielaborazioni più belle, uno spettacolo ogni volta diverso e “personalizzato” e presentato con divertita autoironia. All’attivo del gruppo molte collaborazioni discografiche e due cd propri: “GnuQuartet” e “Il diverso sei tu”, un raffinato omaggio a Faber con artisti già citati e brani solistici.

I Vini presentati nella serata:

Erbaluce di Caluso
Ruchè di Castagnole Monferrato

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