Nizza-Roma su un windsurf di plastica riciclata: l’impresa del “Plastic Soup Surfer” approda a Parco Marconi

Un incontro dal forte valore simbolico, incentrato sulla necessità di introdurre strumenti concreti per ridurre la presenza della plastica monouso nell’ambiente urbano e marino

Dalle coste della Francia fino al cuore della Capitale, attraversando il Mediterraneo e risalendo il Tirreno su una tavola da windsurf costruita con plastica riciclata.

È approdato a Roma il viaggio simbolico di Merijn Tinga, biologo e attivista ambientale conosciuto in tutta Europa come “Plastic Soup Surfer”, protagonista di una campagna internazionale contro l’inquinamento da plastica e a favore del sistema del deposito cauzionale per bottiglie e contenitori.

L’arrivo nella Capitale rappresenta una delle tappe più significative del suo percorso di sensibilizzazione ambientale.

Tinga ha percorso oltre 700 chilometri partendo da Nizza e raggiungendo Roma grazie a una tavola realizzata con materiali plastici riciclati, trasformando il viaggio in un potente messaggio visivo contro la dispersione dei rifiuti nei mari e nei fiumi europei.

Ad accoglierlo a Parco Marconi è stata l’assessora capitolina all’Ambiente Sabrina Alfonsi, insieme al presidente del Municipio XI Gianluca Lanzi e ai rappresentanti delle associazioni ambientaliste Marevivo e PiùBlu.

Un incontro dal forte valore simbolico, incentrato sulla necessità di introdurre strumenti concreti per ridurre la presenza della plastica monouso nell’ambiente urbano e marino.

Il cuore della campagna promossa dal biologo olandese riguarda infatti il cosiddetto “deposit return system”, il sistema del deposito cauzionale già adottato con successo nei Paesi Bassi e in altri Paesi europei.

Il meccanismo prevede il pagamento di una piccola cauzione al momento dell’acquisto di bevande in bottiglia o lattina, somma che viene poi restituita al consumatore quando il contenitore vuoto viene riconsegnato nei punti di raccolta.

Secondo i dati illustrati durante l’iniziativa, nei Paesi Bassi questo modello ha consentito di superare il 90% di raccolta e riciclo dei contenitori per bevande, riducendo drasticamente la dispersione della plastica nell’ambiente e abbattendo i costi pubblici legati alla pulizia urbana.

Nel corso dell’incontro, Alfonsi ha sottolineato il valore del messaggio portato dall’attivista olandese, definendolo un esempio concreto di come ricerca scientifica, partecipazione civica e sensibilizzazione pubblica possano convergere nella costruzione di politiche ambientali più efficaci.

L’assessora ha evidenziato come strumenti di questo tipo possano responsabilizzare sia produttori sia consumatori, trasformando il rifiuto in una risorsa e migliorando la qualità del riciclo.

L’approdo romano del “Plastic Soup Surfer” arriva in un momento in cui il tema della sostenibilità ambientale e della gestione dei rifiuti è sempre più centrale nel dibattito europeo.

E il viaggio di Tinga, sospinto dal vento lungo le coste del Mediterraneo, si trasforma così in una metafora concreta: dimostrare che la lotta contro l’inquinamento da plastica non passa soltanto dalle grandi strategie internazionali, ma anche da piccoli gesti quotidiani e da modelli già sperimentati che potrebbero cambiare il volto delle città europee.

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