Categorie: Costume e Società

Non solo moda ad AltaRoma: la domenica dei veleni

Prima l'annuncio a sorpresa di Terranova, ora l'addio di Gattinoni. Così AltaRoma si avvia verso l'ultima giornata dell'edizione invernale

Ad animare la seconda giornata di Altaroma più degli abiti ci hanno pensato le polemiche. Dopo l’abbandono della direzione creativa di Sarli da parte di Carlo Alberto Terranova, domenica è la volta della tempesta Gattinoni. Défilé applauditissimo per la bellezza degli abiti e per la suggestiva location scelta – i cantieri de La Nuvola di Fuksas – a rompere l’incanto ci ha pensato un commosso Stefano Dominella annunciando la rottura tra Roma e la maison. “Portare a termine questa collezione e farla sfilare è stata una delle cose più faticose che ho fatto in 35 anni di lavoro”, ha detto il presidente della maison, per colpa di “un delinquente che si spaccia per giornalista che ci ha fatto esposti per impedirci di sfilare qui”. Non fa nome e cognome, Dominella, mentre la presidente di AltaRoma, Silvia Venturini Fendi prende le distanze da chi, dice, “gravitava intorno ad AltaRoma già prima del mio arrivo”. Vedremo se lo strappo, che ora sembra così definitivo, potrà in futuro essere ricucito.

Alle 14,00 cambio di umore e location per la sfilata del brand Quattromani di Massimo Noli e Nicola Frau che presentano una capsule di pochi pezzi mixabili tra loro che vanno dalle bluse ai dress in lana e cady in grigio mélange, salvia e nero assoluto, bianco, geranio, giallo avocado. Pants e gonne sono al ginocchio e dalla texture vinilica. Il panno di lana tecnico è protagonista in micro giacche e cappotti dalle linee cocoon, mentre i filati stretch caratterizzano i top bustier, i pantaloni e gli shorts con inserti in vernice. Completano la collezione i cocktail dress in rete laminata e felpe con stampa ispirata alle sculture di Katharina Fritsch.

Stessa passerella, stavolta a sfilare è Nino Lettieri con il già annunciato plissè, rivisitato in chiave moderna dalle forme e dai volumi scultorei, realizzati grazie all’utilizzo di tessuti semi rigidi come lo shantung, le taffetas, l’organza in tinta unita color nero e svariate nuances del bianco. Si va dai mini dress di crinolina agli abiti a ruota fino al polpaccio, le linee sono decisamente anni ’50/’60.

Nino Lettieri - ph: Luca Sorrentino
Nino Lettieri – ph: Luca Sorrentino

Abbandono del total blu per la maison Balestra che fa sfilare i colori dell’uccello del Paradiso della Nuova Guinea su 32 capi che vanno da giacche avvitate in tessuto traforato a motivi floreali ed effetto pizzo, jumpsuits, e modelli in chiffon stampati a mano in verde, viola, blu e arancio.

Giallo, oro, nero e rosso sono i colori della collezione iperstrutturata dell’art couturier Gianni Molaro, mentre nasce dal sole d’estate l’ispirazione di Giada Curti che porta la brezza di Portofino alla residenza di Ripetta. I pantaloni sono corti al polpaccio e tempestati di pietre e ricami, il costume all’uncinetto, l’abito da sposa in bianco sale è perfetto per la cerimonia in spiaggia; con questa collezione si passa dall’haute al prêt couture, gli accessori sono la borsa in crochet di Giada Curti Haute Couture, e poi foulard di seta, cappelli di paglia, grandi orecchini e i colori iper-vitaminici dal giallo sole, al geranio, al turchese.

 

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Giada Curti – ph: Luca Sorrentino

Ispirazione marina ma di altro genere per Mireille Dagher che fa sfilare abiti da sera statuari in tessuti pregiati, linee sinuose che disegnano perfettamente i corpo, la schiena è il focus della collezione, nuda, velata o incorniciata da ricami in pizzo e organza, in una palette cromatica che è quella degli abiti importanti, avorio, rosa pastello, verde smeraldo e tutte le variazioni del bianco e nero. “Deep into the blue” è la terza volta della stilista libanese sui banchi di prova di Altaroma.

Mireille Dagher – ph: deluxeblog

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