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Nuova protesta dei cittadini di Case Rosse e Settecamini contro l’inceneritore Basf

Manifestazione domenica 9 marzo davanti alla sede della Provincia. E il comune di Roma cerca finalmente di vederci chiaro mentre il TAR del Lazio è al lavoro sullo scandalo delle ultime autorizzazioni

I Cittadini di Case Rosse e Settecamini non si rassegnano e continuano a lottare per la salute dei propri figli e dei 30.000 romani che vivono e lavorano nella zona intorno all’inceneritore. Dopo una serie di assemblee pubbliche sul territorio nel mese di Febbraio, domenica 9 marzo alle ore 16 hanno manifestato nei pressi del Palazzo della Provincia, in Piazza Santi Apostoli, luogo simbolico della loro battaglia contro l’incompetenza, l’inezia ed il complice silenzio delle Istituzioni. Tutto questo per chiedere la delocalizzazione dell’inceneritore in un’area più idonea.

Prosegue quindi e si inasprisce la protesta dei cittadini sulle nuove autorizzazioni concesse alla BASF Italia Srl. La Provincia di Roma, sorda alle proteste più che decennali dei cittadini di un popoloso quartiere romano, ha difatti autorizzato la BASF Italia – Divisione Catalizzatori italiana di via di Salone ad incrementare da 240 a 850 tonnellate/anno (+254 %) i rifiuti pericolosi bruciati nell’inceneritore di via di Salone ed il trattamento di nuove tipologie di rifiuti (catalizzatori esausti liquidi) che prima non potevano essere portati e trattati a Roma, elevando così i rifiuti totali da smaltire nell’inceneritore da 1100 a 1600 tonnellate/anno (+45 %).

Il Comitato dei Cittadini di Case Rosse, supportato dai legali dell’associazione ambientalista Raggio Verde e grazie al patrocinio gratuito concesso dallo Stato, ha fatto ricorso al TAR contro questa scandalosa autorizzazione. Il TAR, che in questi casi arriva a un pronunciamento non prima di 2-3 anni, vista la delicatezza del caso ed i rischi per la salute, ha accolto la richiesta di accelerare i tempi e arrivare ad un verdetto finale entro i primi di luglio.

Di fronte a tutto questo il Comune di Roma ha finalmente deciso di vederci chiaro e chiedere chiarimenti alle altre istituzioni coinvolte, a cominciare dalla discutibile campagna di monitoraggio che la stessa Provincia ha commissionato all’Istituto Superiore di Sanità quasi a supportare un’autorizzazione già scritta. Per la prima volta, gli Assessori del Comune di Roma all’Ambiente e alla Salute, interrompendo un passato di connivenza o indifferenza, hanno scritto ai dirigenti competenti della Provincia, dell’ISS, della ASL e dell’ARPA chiedendo risposte certe alle osservazioni dei Comitati.

 

 

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