

Ora spetta al Campidoglio recepire la richiesta, che potrebbe definire il futuro commerciale di alcuni dei quartieri della capitale
Roma guarda le sue strade con occhi nuovi. Quanti bar, gelaterie e paninoteche può sopportare un quartiere prima che la città perda il suo volto autentico? È questa la domanda che ora il Municipio I si pone, deciso a capire fino a dove estendere il ritmo frenetico della ristorazione e dove, invece, porre un limite.
La giunta di Lorenza Bonaccorsi ha preso carta e penna, chiedendo al sindaco e all’assessorato competente uno studio sugli “indici di saturazione” anche per Prati, Della Vittoria, Cipro e Trionfale.
L’idea non è nuova: già nel Centro Storico, nel 2010, uno studio simile aveva regolato le aperture, evitando che le vie storiche si trasformassero in un susseguirsi monotono di insegne uguali.
Ma oggi, con il nuovo regolamento del 2024, le carte si mescolano di nuovo: le nuove aperture sono possibili, e il rischio di saturazione torna a farsi concreto.
L’obiettivo del Municipio è chiaro: censire le attività esistenti, capire dove ci sia davvero spazio per crescere, e proteggere l’identità dei quartieri.
Non si tratta solo di numeri, ma di preservare il tessuto urbano, mantenere l’equilibrio tra commercio e vivibilità, e garantire agli imprenditori la possibilità di investire senza soffocare la città.
Roma, in fondo, è un organismo vivo: ogni strada racconta una storia, ogni piazza pulsa di vita. Troppe aperture simili nello stesso spazio rischiano di soffocare questo ritmo, cancellando la varietà che rende unici i suoi quartieri.
Ora spetta al Campidoglio trasformare questa richiesta in azione concreta, tracciando le linee guida che determineranno il volto commerciale di alcune delle zone più vitali della capitale.
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