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Orti fai da te: la moda del momento, utile e necessaria

Qualche dritta da Lucia Cuffaro di Decrescita felice

Vedendo alcuni vecchi filmati d’epoca molto spesso si scorgono gruppi di romani intenti a coltivare piccoli orti in pieno centro, sotto l’Altare della Patria a piazza Venezia come nei giardini sotto al Colosseo.

Erano gli anni della seconda guerra mondiale e la scarsità di cibo spingeva gli abitanti della Capitale ad arrangiarsi, anche creando piccoli orti urbani, non solo negli spazi verdi della città, ma anche in giardini privati, balconi e terrazzi, trasformati in piccole serre o mini appezzamenti di ortaggi.

Solo un ricordo del passato? In realtà, oggi, con la crisi economica che morde e il budget della spesa familiare sempre più risicato, quello che era solo un ricordo nella memoria dei nonni torna ad essere una realtà per molti capitolini.

ortofaidateSecondo dati recentemente diffusi da Coldiretti, almeno 2 italiani su 10 avrebbero iniziato a coltivare sul balcone o nel giardino di casa un piccolo orto domestico, per hobby, certo, ma soprattutto per integrare la spesa con frutta e verdura autoprodotta. Si va dalle classiche erbe aromatiche – quelle che i romani chiamano “odori”- , come basilico, prezzemolo e rosmarino, che comunque hanno un costo che si può risparmiare, a vere e proprie mini-colivazioni di zucchine, pomodori, peperoni, fagiolini nani, melanzane, ecc., e, laddove c’è un po’ più di spazio – come magari un piccolo giardino – anche di frutti come mele, nespole, fragole, arance, limoni.

Orto orti in casaNon ci sono dati certi, ma si stima che siano già alcune centinaia i romani che hanno avviato piccoli orti in casa, scoprendo come sia possibile risparmiare notevolmente sulla busta della spesa, o addirittura mangiare alcuni tipi di ortaggi che, con i prezzi alle stelle e il portafogli vuoto, sono spesso un miraggio per le tavole di tante famiglie che devono tirare la cinghia per arrivare a fine mese.

I conti sono presto fatti: una bustina di semi costa pochi centesimi e può assicurare almeno 2-3 piccoli raccolti, o anche di più se si diventa provetti contadini. Certo, non si diventa autosufficienti, ma ad esempio, quello che si risparmia sui pomodorini cresciuti in balcone lo si può investire per prendere altri ortaggi al mercato, oppure utilizzare per il budget di altre spese domestiche.

Ovviamente sul web già spopolano i siti che offrono consigli per il cultori dell’orto fatto in casa. Su coltivareorto.it è possibile trovare il calendario della semina per sapere il momento migliore in cui piantare verdurine e frutti sul balcone, mentre growtheplanet offre addirittura un’app per il cellulare, per i contadini urbani più tecnologici. Ortosulterrazzo integra i consigli per l’auto-coltivazione con quelli per l’auto-produzione, così dopo il raccolto si possono anche preparare conserve, marmellate, passate, ecc.

Ma non finisce qui. Varie associazioni di volontariato organizzano seminari e incontri per l’agricoltore urbano, come ad esempio accade spesso al Parco della Caffarella (info su www.caffarella.it) e alcuni esperti si sono reinventati nella professione “personal trainer dell’orto urbano”, offrendo suggerimenti e consigli dal vivo o attraverso blog che spopolano. E ci sono poi gli eventi che prevedono spazi e iniziative sul tema, come la fiera Orti e Horti, che ha riscosso lo scorso week end un grosso successo di pubblico a Nepi, a due passi da Roma.

Lucia Cuffaro collabora con il movimento della Decrescita felice. Le abbiamo rivolto alcune domande sugli orti fatti in casa.

Servono particolari competenze per creare un orto fatto in casa?

E’ la classica paura che hanno tutti prima di iniziare: “non riuscirò, è difficile,…”. In realtà la natura riesce a fare il suo corso anche se pensiamo di avere il pollice nero. Io ho iniziato chiedendo aiuto al mio vivaio di zona, che è stato ben lieto di spiegarmi i principi basilari: come trapiantare, che tipo di varietà scegliere, con quale terriccio si riempie un vaso, quanto innaffiare, quale esposizione serve. Fatte queste domande si può già partire, quindi zappetta in mano!!

Quali potrebbero essere le piante migliori per avviare un piccolo orto domestico?

Per poter ottimizzare il poco spazio a disposizione possiamo rifarci al metodo della consociazione, una tecnica utilizzata nell’agricoltura per combattere i parassiti e migliorare la resa del terreno. L’accoppiamento tra gli ortaggi è infatti determinante per la salute di orto. Grazie alle particolari sostanze prodotte da ciascuna pianta, alcune specie vegetali possono stimolare o inibire la crescita di quella accanto. O addirittura contribuire a scacciare parassiti, attirando al contempo insetti utili. Basti pensare all’antico e indispensabile metodo della rotazione delle colture fatto da millenni per non depauperare il terreno.

Ad esempio dei facili accoppiamenti sono: PEPERONCINI/PEPERONI con INSALATA, oppure FRAGOLE con LATTUGA, o anche POMODORI con CIPOLLA e con BASILICO, ottima anche la consociazione FAGIOLI/FAGIOLINI/PISELLI con SPINACI.

In generale i risultati migliori in vaso gli otteniamo con tutti i tipi di insalate e lattughe (sia d’estate che d’inverno) e con le erbe aromatiche.

Ma si può davvero risparmiare sulla spesa?

Un orto verticale o da terrazzo da enormi soddisfazioni ma in genere non permette di incidere molto la propria spesa, anche se è comunque un modo per cominciare a riflettere su come reagire ad un sistema commerciale iniquo a cui spesso dobbiamo sottostare. Altro discorso è invece da farsi se abbiamo a disposizione un’area verde almeno di 100-150 mq, in quel caso, possiamo riuscire a dimezzare i costi di verdura e frutta.

 Con il movimento della Decrescita felice avete iniziative sul tema?

Su questo tema, con il circolo di Roma del Movimento per la Decrescita Felice abbiamo avviato un innovativo progetto, MI ORTO ES TU ORTO, che mira a trasformare terreni privati in orti urbani realizzati in permacultura e poi messi a disposizione della cittadinanza.

Il progetto si struttura in questo modo: viene organizzato un corso con un costo di partecipazione molto basso e la presenza di un docente esperto che insegna come individuare gli elementi utili che permettono di pianificare seguendo i cicli naturali, conservando l’autofertilità del suolo e favorendo la biodiversità, il tutto con poco lavoro poi di mantenimento.

In particolare saranno stimolate le persone che più abitano vicino (per favorire la crescita culturale dei quartieri periferici) a continuare a gestire il terreno che da privato diventerà quindi pubblico.Il 6 aprile si è tenuto con riscontro molto positivo la giornata sperimentale in un’area in zona Torrevecchia. Il primo orto è stato messo a disposizione da Fabio, volontario di MDF Roma. Per chi avesse un terreno che desidera venga inserito nel progetto, può scrivere a decrescitafelice.roma@gmail.com o visitate il nostro sito www.mdfroma.it

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