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Ostia: “Falliti gli sgomberi della Raggi, permangono gli accampamenti nomadi nel canneto di via della Tortuga”

Rapisarda-Barletta (Cdq Associazione Cittadini per il Parco Pallotta): “Gli sgomberi pubblicizzati dall’Amministrazione capitolina e locale non sono mai avvenuti concretamente”

“Nella giornata di venerdì 7 agosto 2020 pomeriggio il CdQ Associazione Cittadini per il Parco Pallotta ha presenziato a un sopralluogo presso il canneto di Via della Tortuga, per appurare i reali sgomberi degli accampamenti nomadi interni a questi spazi della Riserva Naturale del Litorale Romano come dichiarato dalla Sindaca Raggi, la presidente Giuliana Di Pillo e l’Assessore alla Sicurezza del X Municipio Alessandro Ieva. L’esito di questa verifica ha ribadito le perplessità che avevamo maturato negli ultimi due mesi, ossia che gli sgomberi pubblicizzati dall’Amministrazione capitolina e locale non sono mai avvenuti concretamente.”

Così dichiara in una nota Andrea Rapisarda (presidente CdQ Associazione Cittadini per il Parco Pallotta) e Stefano Barletta (vicepresidente CdQ Associazione Cittadini per il Parco Pallotta).

“Addentrandoci di 300 metri all’interno del canneto, – prosegue la nota – è ben visibile come questo posto sia ancora vissuto da diverse comunità nomadi con al seguito tre accampamenti che sorgono tra i punti più nascosti della selva. Aree che al momento distano un centinaio di metri – ma forse anche meno – dalle strutture scolastiche della Scuola Tor San Michele, la Scuola Amendola e la sua Piscina, oltre all’Istituto Carlo Urbani. In tali spazi oltre ai tetti di fortuna abbiamo individuato latrine a cielo aperto (anche utilizzate da minori), discariche abusive, fornelli a gas, tracce d’incendio, telefoni e occhiali da sole accatastati di dubbia provenienza, ma soprattutto numerose siringhe, sintomo di come quest’area degradata sia attualmente anche una piazza di spaccio locale.

“Da dopo Ferragosto – conclude la nota – il CdQ insieme a diversi cittadini locali inizierà una raccolta firme nella zona, così da chiedere a Roma Capitale l’effettivo sgombero di questi accampamenti nomadi, la destinazione degli occupanti in strutture di reinserimento sociale e la bonifica dello spazio con conseguente taglio del canneto ad altezza uomo per individuare eventualmente altri accampamenti interni alla selva in futuro”.

 

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