

Danni alla balaustra in marmo. Indaga la polizia
Il silenzio della notte squarciato da un boato. Poi il fumo, la paura, la gente in strada. A Ostia si torna a tremare, e questa volta nel suo cuore più vivo, quello della movida e delle passeggiate serali.
In via dei Misenati, nel pieno centro pedonale, un’esplosione ha riacceso i riflettori su un territorio che, nel giro di pochi giorni, sembra essere ripiombato in un clima di tensione.
È accaduto nella notte tra sabato 14 e domenica 15 marzo. Poco dopo la mezzanotte, quando la zona era ancora affollata di giovani e residenti, un ordigno è deflagrato nei pressi di un cantiere edile. Un’esplosione secca, potente, capace di far sobbalzare un intero quartiere.
Chi era in strada racconta di un rumore sordo, improvviso. Poi una colonna di fumo che si è alzata tra i palazzi e le transenne del cantiere, danneggiate dalla deflagrazione.
Attimi di confusione, paura, gente che si guarda intorno cercando di capire cosa sia successo. Per molti, il pensiero è corso subito a qualcosa di più grave. Perché non è un episodio isolato. E perché Ostia, negli ultimi giorni, ha già visto troppo.
Sul posto sono arrivati in pochi minuti gli agenti del X Distretto Lido di Roma e le Volanti della Polizia di Stato, che hanno isolato l’area per consentire i rilievi.
Gli investigatori del commissariato di via Genoese Zerbi seguono una pista che appare, al momento, la più concreta: l’ordigno potrebbe essere stato un messaggio diretto alla ditta impegnata nei lavori del cantiere.
Un avvertimento, dunque. Un segnale. Non si esclude la matrice intimidatoria, legata magari a dinamiche di racket. Più defilata, ma comunque sul tavolo, l’ipotesi di un gesto vandalico, anche se la potenza dell’esplosione e le modalità fanno pensare a qualcosa di tutt’altro che improvvisato.
A rendere ancora più pesante il clima è quanto accaduto appena 48 ore prima in via delle Azzorre, dove ignoti hanno esploso quattro colpi di pistola contro il portone di un palazzo.
Due episodi ravvicinati, diversi ma inquietantemente compatibili in un unico scenario. Al momento non ci sono prove di un collegamento diretto, ma la sequenza — prima gli spari, poi la bomba — è sufficiente a far alzare il livello di attenzione.
Il centro di Ostia è tra le aree più sorvegliate della Capitale. Ed è proprio dagli occhi elettronici che gli inquirenti sperano di ottenere risposte. In queste ore si stanno passando al setaccio le registrazioni delle telecamere pubbliche e private della zona.
L’obiettivo è individuare movimenti sospetti, volti, mezzi in fuga. In particolare, si cercano eventuali scooter o auto allontanatisi subito dopo l’esplosione.
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