

La storia dei due fratelli che hanno fatto scoprire la vacanza gli abitanti di Centocelle
“Paradise Viaggi, la vostra agenzia a due passi da casa” è lo slogan che campeggia in una pubblicità sul numero di dicembre 1987 dell’edizione di Centocelle di Abitare A e poi più in basso l’indicazione: biglietteria aerea e ferroviaria, soggiorni crociere, settimane bianche. In quel fatidico 1987 Paradise Viaggi era (lo fu per qualche anno l’unica Agenzia Viaggi a Centocelle e in tutto il VII municipio che allora si chiamava Circoscrizione). E fa una certa impressione (piacevole, senz’altro) ritrovarli nella storica sede di via dei Castani 215, nella stessa disposizione delle scrivanie, in prima posizione Giancarlo Fabriani, l’uomo delle relazioni pubbliche, l’affabulatore, quello della risposta pronta e, in seconda fila, Silio Fabriani, uomo dalle poche parole, sempre al desk o al telefono, con una capacità mostruosa di lavoro, pari solo per resistenza ai chilometri percorsi sull’amata bici, durante i week end.
Ed ecco con Giancarlo (con Silio che come al solito si sottrae e si smarca) che si appresta a ricordarci le tappe fondamentali dell’Agenzia.
L’agenzia turistica Paradise Viaggi, una delle prime sul territorio periferico romano, nasce nel 1982 dalla nostra volontà di impiegare le conoscenze sviluppate nel corso dell’esperienza in compagnia aerea dopo aver compreso che il cittadino italiano era pronto per volare e per visitare altri paesi.
Com’è stato l’avvio?
Sin dal primo istante, essendo noi cresciuti a Centocelle e conoscendolo in ogni sua piega, abbiamo deciso di scommettere sul nostro quartiere puntando sulla via principale, ovvero via dei Castani, iniziando a far conoscere questo genere di attività con una pubblicità congiunta per mezzo della cartellonistica e servendoci degli spot sulla neonata Radio Dimensione Suono Roma. Anche se il vero successo arrivò attraverso il passaparola dei clienti di un certo spessore come negozianti, dottori, avvocati che hanno fatto da cassa di risonanza al nostro lavoro sperimentando positivamente, anche se all’inizio erano un po’ diffidenti e, diciamolo pure ai loro primi itinerari importanti, i viaggi consigliati da noi, costruiti proprio per loro, sfruttando le capacità che in precedenza avevamo acquisite nel settore.
E poi?
Nel corso degli anni ’90 la crescita ha iniziato a fermarsi a causa della liberalizzazione nel settore, dando la possibilità a chiunque di improvvisarsi agente di viaggio pur non conoscendo il mestiere. Con l’avvento di Internet poi, anche vendere dei pacchetti turistici è diventato estremamente semplice: basta un solo clic per reperire e offrire un prodotto che invece prima noi provvedevamo a costruire su misura per il cliente, prendendo accordi con tour operator e compagnie aeree.
Sul fronte viaggi e più in generale nel turismo purtroppo non ci aiutano neppure gli Istituti tecnici per il Turismo i quali insegnano tecniche vetuste e ormai poco diffuse anziché condurli verso la professione lavorando sul settore dell’incoming e sfruttando le grandi potenzialità del nostro paese.
E il risultato finale?
Tutte queste cose insieme stanno portando ad una fase di crisi del settore turistico che invece di premiare e diffondere professionalità è in preda all’improvvisazione e al dilettantismo.
Le ragioni e il segreto del successo della Paradise Viaggi?
Il segreto del successo della nostra agenzia risiede nel rapporto che abbiamo instaurato sin dall’inizio con coloro che venivano da noi per fare un primo viaggio, fornendo consigli ed informazioni sui posti da visitare. Questo perché avendo creato delle relazioni con le aziende del settore, nonostante ancora non esistessero pacchetti preconfezionati su Internet, siamo riusciti sempre a proporre buone offerte, mettendoci, come è uso dire la nostra faccia. Come del resto facciamo tuttora. E, com’è noto, il passaparola è sempre la migliore e insuperata forma di pubblicità.
Inoltre noi abbiamo sempre accolto i nostri clienti con gentilezza, accompagnandoli dal momento della partenza in aeroporto e garantendo loro la sicurezza nella destinazione finale e nei servizi.
Come si sono evoluti i comportamenti dei clienti?
Attraverso la diffusione dei viaggi è migliorata la conoscenza in generale. Oggi è difficile incontrare persone che non abbiano fatto un viaggio all’estero. Anche se adesso chiunque crede di poter trovare l’occasione perfetta con il fai da te, navigando in Internet, facendosi purtroppo fregare da tariffe solo in apparenza convenienti, e che nascondono spiacevoli trucchi. La mancata informazione e la faciloneria portano spesso ad una scelta sbagliata di mete, conosciute solo per fama, concentrandosi su poche località, dimenticando il resto del mondo che è vasto e che riserva piacevoli destinazioni, a patto che si abbia l’umiltà di affidarsi a persone esperte e non ad apprendisti stregone. Per nostra fortuna esistono ancora molte persone che decidono di optare per la sicurezza donata dall’agenzia turistica sia sui pagamenti sia sulle corrette e trasparenti informazioni sui posti da visitare e avendo contatti diretti con i diversi corrispondenti.
Come ricorda Centocelle al momento del vostro insediamento e com’è oggi il quartiere?
Un tempo il vero fulcro di Centocelle (e del VII municipio) era via dei Castani che era anzi la strada principale del commercio di tutta la periferia romana. Erano presenti negozi di grande qualità che al momento della chiusura richiedevano (in ragione di questa rinomanza) delle buonuscite con cifre spropositate rispetto al loro effettivo valore.
Con l’avvento dei centri commerciali però si è venuto a creare una rarefazione della clientela ed una radicale trasformazione delle modalità di acquisto e, in conseguenza di ciò abbiamo assistito prima ad un declino e poi a un degrado del tessuto sociale. I giovani (e a Centocelle sono sempre meno) e non solo loro ormai privilegiano i centri commerciali che sono divenuti meta abituale per i loro acquisti ed il proliferare ancora non arrestato di queste strutture ha messo in crisi le attività commerciali del quartiere che è sempre più popolato da anziani ed extracomunitari. E a ciò si aggiunga anche il disagio creato dai lavori della metro C.
Si è quindi verificata una vera involuzione sia nel settore commerciale che in quello della rete urbana divenuta del tutto indecente e poco accogliente.
Che fare?
Occorrerebbe ad esempio uno svecchiamento dei negozi ridonando il giusto appeal a questa strada, anche attraverso un miglioramento delle infrastrutture (a partire dal funzionamento della metro che viene sempre più ritardato rispetto alla programmazione originaria dei lavori).
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