

Il piano rivisitato è ora all’attenzione del Campidoglio. Se approvato, rappresenterebbe un esempio virtuoso di mobilità sostenibile e progettazione partecipata
Un boschetto che resiste tra il cemento e l’asfalto. È questo il cuore della battaglia dei comitati e delle associazioni ambientaliste per la nuova stazione di Acilia Sud, inaugurata lo scorso agosto ma ancora incompleta nei servizi essenziali.
A muoversi compatte sono WWF Litorale Romano, Italia Nostra, Legambiente del Litorale, insieme ai Comitati Pendolari Roma–Ostia e al Comitato di quartiere Acilia Sud.
Il loro obiettivo è chiaro: garantire parcheggi funzionali senza sacrificare un’area verde che rappresenta l’anima ecologica del quartiere.
La fermata doveva servire i residenti di Acilia e Dragona, offrendo anche collegamenti pedonali e ciclabili grazie a un ponte mai realizzato. Solo di recente il bando per il ponte ciclopedonale è stato pubblicato.
Intanto, la questione dei parcheggi è diventata il simbolo di un dibattito più ampio: conciliare mobilità e tutela del verde.
Il piano iniziale prevedeva due parcheggi: uno da 77 posti (59 auto) e uno da 193 stalli su via Umberto Lilloni.
Nelle aree erano presenti circa 100 alberi, molti di grandi dimensioni. Il Comune prevedeva l’abbattimento di 70 piante, scatenando le proteste delle associazioni ambientaliste.
Una prima revisione ha ridotto i tagli a 31 alberi, ma i comitati puntano più in alto: salvare il boschetto tra il parcheggio e il canale di Palocco, mantenendo intatta gran parte del verde.
L’architetto Franco Pirone, insieme ai comitati, ha proposto una soluzione elegante: riorganizzare i posti auto a “pettine”, ottimizzando lo spazio senza rinunciare alla capienza del parcheggio.
Così si possono salvare 2.500 metri quadrati di verde, inclusi sughere, tigli, olmi e bagolari, e ridurre il numero di abbattimenti da 31 a 16.
“La tutela del paesaggio urbano e l’efficienza infrastrutturale possono andare di pari passo”, spiega Pirone. “Abbiamo trovato il modo di conciliare funzionalità e identità del quartiere, senza sacrificare il verde.”
Il progetto rivisitato è ora all’attenzione del Campidoglio. Se approvato, rappresenterebbe un esempio virtuoso di mobilità sostenibile e progettazione partecipata, dove cittadini e istituzioni collaborano per ridisegnare il territorio.
Nel frattempo, gli abitanti di Acilia e Dragona osservano il boschetto, simbolo di una città che può crescere senza perdere la propria anima verde.
E i comitati, armati di taccuini, mappe e passione civica, continuano a vigilare: perché a volte, anche un parcheggio può diventare la storia di un quartiere che sceglie di salvare i suoi alberi.
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