Parco Centocelle, i cittadini denunciano e i municipi fanno orecchie da mercante

Si continua a giocare sulla pelle dei residenti considerando i roghi e i fumi tossici e rilascio di sostanze inquinanti nel terreno
Alessandro Moriconi - 21 Marzo 2017

Parco Centocelle, i cittadini denunciano e i municipi fanno orecchie da mercante.
Ormai non c’è giorno che il Comitato di Quartiere Torrespaccata non denunci le situazioni di degrado di viale Palmiro Togliatti, inquinamento da fumi tossici e mancanza di sicurezza proveniente dall’insediamento abusivo ma da sempre tollerato dalle amministrazioni locali e centrali.

Stiamo parlando della ormai famosa “buca” (come la chiamano i residenti) dove vivono (si fa per dire) un centinaio di persone prevalentemente donne e bambini. Non hanno né acqua né luce e né servizi igienici ed il panorama che vedono dai loro tuguri è solo e soltanto la loro immondizia che si accumula quotidianamente. Nei giorni scorsi è terminato il censimento dei campi Rom ma nulla si sa sul numero effettivo delle persone che lo popolano. E non si sa se nei numeri ufficiali forniti, stranamente bassi, siano contemplate tutte quelle situazioni sommerse, come è appunto la “buca” di viale Palmiro Togliatti (lato sinistro per chi si dirige verso Subaugusta, e nel territorio del VI municipio).

Ma il CdQ Torrespaccata denuncia e segnala non solo il degrado “sotto casa” come il piccolo parco attrezzato diventato luogo di scorribande e distruzione, ma anche il fatto che i residenti, dalle finestre delle proprie abitazioni, assistono a strani movimenti e parlano di strani ed enormi teli gialli utilizzati per coprire non si sa bene cosa.
Il fatto dicono è di per sé inquietante e per certi versi misterioso. E lo è ancora di più in quanto nessuno dal municipio è mai intervenuto, eppure erano tenuti a farlo, visto che in fatto ad inquinamento esiste un verbale della Polizia Roma Capitale in cui veniva contestata la variazione del piano di campagna e l’utilizzo di materiali provenienti da lavorazioni stradali (asfalto fresato); per non parlare poi dei manufatti in muratura su cui penderebbero delle ordinanze di demolizione non eseguite. Purtroppo il condizionale è sempre d’obbligo visto che della strombazzata trasparenza e legalità promessa dal municipio è tuttora al di là da venire.

Purtroppo la Polizia di Roma Capitale non riesce neppure a far aprire un cancello che è stato chiuso abusivamente e che costituisce l’unico accesso pedonale al Parco per i residenti di Torre Spaccata, figuriamoci se riuscirà mai a far sgomberare da sopra il marciapiede tutte le auto in sosta e per di più senza targa o addirittura impedire a decine di camper di utilizzare lo square centrale come se fosse un’area sosta, trasformandola tra l’altro in una sorta di discarica.

Siamo purtroppo sicuri, che non ci riusciranno.

Intanto le istituzioni di vicinanza non vedono, non sentono e soprattutto se si tratta di loro compiti d’istituto evitano accuratamente le rogne.


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