

Roma Imperiale regala nuovi siti archeologici al quartiere Appio Claudio
Di grande importanza culturale è il Parco degli Acquedotti, detto anche parco di via Lemonia. È percorso da uno dei tratti più suggestivi dell’Acquedotto Claudio, dell’Acquedotto Felice e dell’Aqua Marcia. Tra i tre, quello più imponente è senza dubbio l’Acquedotto Claudio, restaurato nel 776 dal papa Adriano I ed andato in seguito in rovina.
Nel parco si trovano, oltre agli acquedotti ed alla chiesa parrocchiale, dei reperti archeologici di diversi tipi.
Tra questi, si ricorda la tomba dei cento scalini, usata per decenni a mo’ di discarica di rifiuti.
Un sentiero costeggia l’acquedotto Felice, fino ad attraversarlo sotto una arcata, siamo così all’interno del complesso della villa delle Vignacce, una tra le maggiori ville del suburbio romano. Uno dei resti più evidenti, adiacente all’acquedotto, è la cisterna che serviva la villa.
E’ abbastanza ben conservata sia perché, essendo destinata a riserva d’acqua, è molto robusta, sia perché abitata fino agli anni ’60.
Oggi nel 2008 il Parco degli Acquedotti, ci regala nuove sorprese dando alla luce reperti, forse di minore importanza, ma di un fascino unico.
Dopo la pulizia e reso vivibile il Parco, possiamo ammirare due camere sepolcrali (vedi foto 2) quasi a ridosso della linea ferroviaria fino ad oggi nascoste alla vista di tutti perché sommerse da cespugli ed erbacce mai tagliati da anni, ed una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana (vedi foto 1) resa invisibile dalle baracche abusive recentemente abbattute.
Non ci stancheremo mai nel dire che il Parco degli Acquedotti è per il nostro quartiere un bene inestimabile che dobbiamo proteggere e fare in modo di esserne orgogliosi per quanto ci dona e ci sta continuamente regalando.
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