Per S. Valentino, installata a Nemi la scultura degli innamorati

L’opera pubblica dell’artista Marco Manzo rappresenta elementi delle tradizioni, dei miti e dei valori del territorio
Carla Guidi - 13 Febbraio 2020

Il 14 febbraio 2020, Festa degli Innamorati, alle ore 11.00 sarà inaugurata nel Comune di Nemi, dal Sindaco ed una folta schiera di giornalisti e fotografi, l’installazione scultorea in bronzo dell’artista Marco Manzo, uno dei migliori e più famosi tatuatori italiani al mondo. L’opera verrà inserita nel percorso turistico delle cose da vedere e sarà collocata nel centro storico in un angolo panoramico (il Belvedere su corso Vittorio Emanuele) che si affaccia sul lago detto “specchio di Diana”.

La scultura porta il titolo “La mano dei desideri” con riferimento all’antica leggenda che narra delle lacrime di Venere che, unite al sangue dell’amato Adone ucciso da Marte, avrebbero generato piccoli rossi cuori carnosi. Il riferimento è ovviamente alla fragola, simbolo di Nemi, secondo comune più piccolo dell’area dei Castelli Romani ma noto per la coltivazione delle fragole e la relativa sagra, che si svolge ogni anno la prima domenica di giugno.

La grossa fragola dell’istallazione in bronzo, che rappresenta anche il cuore di tutti gli innamorati trafitti dal dardo di Eros, vuole riferirsi anche uno dei simboli privilegiati di Diana cacciatrice. Il toponimo di Nemi è infatti legato al sostantivo della lingua latina “nemus” (bosco) spesso accompagnata da aggettivi o complementi di specificazione “nemus Dianae”. C’era infatti un tempio di Diana che sorgeva sulle sponde del lago, mentre alla divinità dei boschi e della caccia era consacrato l’intero bosco circostante.

Dar Ciriola asporto

Come si vede in foto, sono due le mani che compaiono nella scultura, la seconda mano, incisa/tatuata con lo stile ornamentale per il quale Marco Manzo è famoso, è pronta ad accogliere il volto di un visitatore/visitatrice per un beneaugurante scatto fotografico, che costituisca ad un tempo, un ricordo d’amore e del territorio di Nemi. Una nuova leggenda, pensata dall’artista ed offerta all’immaginario degli innamorati, prevede la possibilità di esprimere un desiderio, consacrando infine simbolicamente Nemi tra le città dell’amore.

Marco Manzo, designer e scultore di fama internazionale, con all’attivo mostre in prestigiosi contesti quali il Vittoriano di Roma e la Biennale d’Arte di Venezia, con opere esposte a vario titolo in alcuni dei Musei più importanti come il Moma e la Gagosian Gallery di di New York ed il MACRO e il Maxxi di Roma, si è sempre battuto per elevare questa antichissima forma d’arte e perché il tatuaggio fosse riconosciuto, a buon diritto, tra gli autorevoli linguaggi dell’arte contemporanea, allontanandosi da superati cliché e segnando una nuova tappa nella storia dell’arte.

Tutto ciò recentemente confermato nella presentazione al Senato della Repubblica Italiana dei “Nuovi autorevoli linguaggi dell’arte contemporanea nel XXI secolo”, evento organizzato ed a cura dello stesso Manzo e già pubblicato dal nostro giornale – https://abitarearoma.it/rassegna-darte-al-senato-della-repubblica/


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