Percorso fotografico, Lisette Model e la sua scuola. Fotografie 1937 – 2002

Al Museo di Roma in Trastevere fino al 2 novembre 2008
di Francesca Romana Antonini - 19 Settembre 2008

La mostra fotografica che ripercorre l’opera della celebre fotografa Lisette Model, scomparsa 25 anni fa, e dei suoi illustri successori è stata curata da Diana Edkins e Larry Fink e rappresenta un lungo percorso artistico dal 1937 al 2002. L’allestimento composto da un centinaio di immagini dei suoi allievi, oltre a ventuno lavori della stessa Model sarà esposto fino al 2 novembre al Museo di Roma in Trastevere a piazza S. Egidio 1/b.
Come scritto da Diana Edkins nelle note di presentazione della mostra: "Model voleva che i fotografi principianti scoprissero e raffigurassero l’inatteso". Tale elemento è facilmente rintracciabile in quasi tutte le opere esposte al Museo di Roma in Trastevere, a dimostrazione che il lavoro didattico di Lisette Model portò diversi fotografi ad avvicinarsi ad un tipo di fotografia puramente realistica.

La sua capacità di “ritrarre nell’intimo la gente” – come scrisse di lei un’altra grande fotografa del XX secolo, Berenice Abbott – è ciò che la lega profondamente ai suoi successori. È per questo motivo che in mostra, accanto alle sue immagini, sono presenti oltre 100 fotografie di 12 celebri artisti che a lei si sono ispirati: Diane Arbus, Bruce Cratsley, Elaine Ellman, Larry Fink, Peter Hujar, Raymond Jacobs, Ruth Kaplan, Leon Levinstein, Eva Rubinstein, Gary Schneider, Rosalind Solomon e Bruce Weber.

Nata nel 1906 in una famiglia benestante di religione ebraica, da padre di origini italiane e austriache e da madre francese, già da bambina respirò aria di cultura. Dopo aver studiato pittura, si trasferì a Parigi dove si dedicò allo studio del canto e dove, a ventisei anni, si sposò con Evsa Model, un pittore ebreo russo residente a Montparnasse.

La seconda guerra mondiale e l’avvento del nazismo in Europa spinsero la coppia verso gli Stati Uniti dove Lisette incontrò la sua fortuna artistica.
E proprio in America, Lisette Model ha rappresentato con la sua magnifica opera di cambiamento del linguaggio fotografico l’evoluzione della fotografia americana del dopoguerra.

Il suo rapporto con la realtà si fece nel corso di quel periodo, ma anche nella prima fase americana, complesso, curioso, dinamico, alternativo al principio meccanicistico del realismo puro. Ciò che riuscì ad effettuare Lisette Model fu un’operazione di riorganizzazione semantica del visibile, cogliendo ogni volta un elemento nascosto ed esaltando l’ambiguità congenita dell’immagine fotografica. La sua meravigliosa fotografia nella quale è bloccato il passo veloce di un’elegante donna sconosciuta è in tal senso emblematica. La gamba sottile, la caviglia leggera, il tacco alto. La femminilità concepita come un’essenza che si muove velocemente nel caos urbano, con la leggerezza di un corpo etereo privo di sostanza.

Prive di idealizzazione e sentimentalismi, le sue immagini a volte erano grottesche fino a sfiorare la caricatura. Nella mostra sono esposti una serie di quadri che raffigurano, una signora francese, con un vestito a pois chiaro e un cappello bianco, è seduta a Promenade des Anglais a Nizza con affianco il suo Bulldog nero. La bagnante (The Bather) di Coney Island, enorme nel suo costume da bagno, riempie l’inquadratura con tutta la sua esuberanza. Le strade di New York sono riflesse nelle vetrine dei negozi in Reflections del 1938 mentre nella serie Running Legs del 1939 Model si abbassa al livello della strada per fissare il susseguirsi di gambe impegnate in una corsa frenetica nelle strade della città.

La produzione di Lisette Model non fu particolarmente vasta ma le sue capacità oratorie e la sua personalità carismatica fecero di lei un’eccellente insegnante, capace di trasmettere la passione e la sua visione del mondo a Diane Arbus e a molti altri fotografi, impegnando gran parte della sua esistenza americana nel diffondere le sue idee.

Con questa mostra itinerante “Lisette Model e la sua scuola. Fotografie 1937 – 2002” il Museo di Roma in Trastevere conferma la sua attenzione al mondo della fotografia offrendo al pubblico italiano l’occasione di ammirare in un’unica sede alcuni tra i grandi fotografi del Novecento newyorchese.


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