

Il 7 giugno alle ore 17,00 presso la Biblioteca Rugantino, 2ª Conferenza promossa dalla Comunità Parco Pubblico Centocelle
Cerco sul web notizie sul “Pratone di Torre Spaccata”. Poche righe. Poche immagini. Tanto su progetti avveniristici.
Tanto sulla nuova Centralità di Torre Spaccata prevista dal Nuovo Piano Regolatore di Roma che prevede 650.000 metri cubi di edificazione tra residenziale, servizi, commerciale, attività sportive/culturali.
Tanto sul Pratone inteso, come probabilmente altre aree destinate/destinabili a verde, come un “grande vuoto interno alla città”.
Ma la storia ci racconta che più che un “vuoto da riempire” trattasi di uno spazio già colmo. Colmo di ben 4.000 anni di storia sepolta che aspetta qualcuno che la faccia riemergere.
Un intero tomo è stato scritto dall’archeologa Patrizia Gioia sul Fosso di Torre Spaccata, anch’esso interessato dagli scavi archeologici del famoso, e per fortuna irrealizzato SDO. In esso descritti e raccontati i ritrovamenti del sito Eneolitico, di 4 ville romane, di ben 182 manufatti di ogni sorta ritrovati in quelle trincee, la T. 91 e la T. 1183, all’estremo opposto della Torre di Centocelle detta “Torraccia” che ancora svetta, con i suoi 25 m, quale testimonianza di epoche medioevali.
Nell’ottica di una riqualificazione delle periferie dal punto di vista culturale e ambientale, ecco che il Pianoro di Torre Spaccata, naturale prosecuzione di quello di Centocelle, rappresenta, di fatto, l’ulteriore anello mancante atto ad assolvere a quel menzionato ruolo di ricucitura tra i quartieri in termini di rigenerazione dei legami sociali, di salvaguardia del suolo in zone già così gravemente provate dal degrado e dall’inquinamento, di prevenzione e tutela della salute specie in aree così densamente abitate, come quelle adiacenti del Quadraro.
E tutto ciò grazie proprio al grande patrimonio archeologico in esso celato che rimanda alla necessità di porre un vincolo a sua tutela, come avvenuto nel Parco Archeologico di Centocelle, e di riprendere quanto prima il discorso di una sua implementazione.
L’occasione per riparlarne ci viene offerta dalla 2ª Conferenza promossa dalla Comunità Parco Pubblico Centocelle insieme al CdQ Torre Spaccata, all’Associazione Culturale Quattro Sassi, al gruppo Settimo Biciclettari, LabGov e 100 e a Capo.
La conferenza si terrà il 7 giugno alle ore 17,00 presso la Biblioteca Rugantino con la presenza proprio del Curatore Archeologo della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali Patrizia Gioia, e di esperti del settore: dall’archeologa Dott.ssa Laura Leopardi dell’Associazione Culturale Quattro Sassi, all’Arch, Paola Cannavò docente di Progettazione urbanistica UDLab – Università della Calabria, che affronteranno i temi dei beni culturali periferici e del ruolo, ormai cruciale, dei parchi nei contesti urbanizzati.
La conferenza rientra nel ciclo delle attività culturali promosse dalla Comunità Parco Pubblico Centocelle volte a sensibilizzare e diffondere la cultura dei beni comuni archeologici, storici e ambientali della nostra periferia.
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Alessandra Noce
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