

Destinati all'estinzione dall'incombere di altri altre 25 grandi centri commerciali
Sono destinati a scomparire I piccoli negozi di quartiere. Ad affermarlo è il presidente della Confesercenti Valter Giammaria, ai margini di un convegno organizzato dalla sua associazione dal titolo assai eloquente "Se non vive il commercio, non vive la città".
Valter Giammaria. Giammaria, in una breve intervista concessa a La Repubblica il 22 febbraio 2011 afferma che le piccole attività a Roma "non se la passano bene, commercialmente parlando. La crisi, gli outlet, i centri commerciali cresciuti in maniera disordinata…tutto mina il tessuto fatto di piccole imprese, forza da sempre dell’ economia romana. Negli ultimi anni ventiduemila in tutto il Lazio, 12 mila solo a Roma. In tre anni, 40mila persone addette hanno perso il loro posto di lavoro. Senza contare le perdite nell’ indotto".
E la colpa di tutto questo sconquasso? Per la Confesercenti, i tanti, troppi centri commerciali. Realtà che invece di dare occupazione come pure si contrabbanda danno questo risultato, secondo Giammaria: "per ogni 5 licenziati da un piccolo esercizio commerciale, solo uno è riassorbito dai centri commerciali". E questo perché "il negoziante tradizionale assume quasi sempre con contratti a tempo indeterminato. E cerca commesse qualificate da far crescere professionalmente. La grande distribuzione invece, segue un’ organizzazione diversa. Si ottimizza su tutto anche sul personale. Il calo dei consumi, del resto, si avverte e anche per i centri commerciali gli affari vanno male. I contratti offerti poi sono ‘verticali’, a tempo, a progetto". Nel caso dei negozi invece il rapporto tra titolare e dipendenti è un’ altra cosa.
Il sindaco Alemanno, appena eletto, affermò perentoriamente che bisognavabloccare il proliferare dei centri commerciali e dare una mano ai negozi di vicinato. Dopo tre anni, cosa è successo invece?
"Proprio niente. Anzi, secondo le previsioni a Roma, a breve, ce ne saranno altri 25 mega centri commerciali. Sembra che costruiranno anche un altro outlet, il quarto, verso Civitavecchia. E intanto l’ assessore capitolino al Commercio Davide Bordoni dice di avere già pronta la bozza del piano regolatore sul commercio. Speriamo:ma purtroppo lo attendiamo addirittura dal 1998, ben 13 anni fa!".
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