Pietro Sparacino e la sua Satiriasi con: “Tra me e me…sono schizofrenico ma stiamo guarendo…”

In scena a Roma al Teatro dei Satiri dal 29 febbraio all’11 marzo 2012

E’ andato in scena il 29 febbraio per la prima volta a Roma "TRA ME E ME…sono schizofrenico ma stiamo guarendo…” il terzo monologo di Pietro Sparacino.

Il nuovo spettacolo di questo giovane promettente artista in pieno stile stand-up comedy, ha entusiasmato il pubblico del Teatro dei Satiri, uno spazio tra i più preziosi per gli artisti del panorama satirico capitolino che lì si sono sempre espressi in piena libertà e in una atmosfera calda e familiare.

Pietro è uno degli esponenti di Satiriasi, una vera e propria officina della satira nata con l’obiettivo di portare e diffondere in Italia la stand up comedy tipicamente americana: un genere di comicità corrosiva che vede il comico solo con un’asta, un microfono e il suo bagaglio di vissuto a strettissimo contatto con il pubblico. Si sviluppa come un diverso tipo di comicità, scorretta, schietta, orgogliosamente “vietata ai minori di 18 anni”. Il suo motto è: “La risata è il mezzo, non il fine”.

Pietro Sparacino, sin dal suo debutto nel 2003, è divenuto uno dei comici più apprezzati dalle nuove generazioni e guardato con simpatia da tutti coloro i quali sono accomunati dal desiderio di una satira senza inibizioni che sappia e voglia far male, che non utilizzi il minimo tatto nel trattare tutti i temi più rilevanti: crisi, lavoro, politica, sesso, religione, violenza sulle donne, omosessualità.

Abbiamo incontrato Pietro dopo lo spettacolo per fargli alcune domande:

Come nasce questo monologo?

Lo spettacolo è molto autobiografico e le idee mi sono venute in estate osservando come il trasformismo onnipresente nella politica che tutti criticano sia, in fin dei conti, quell’ambiguità che è caratteristica dell’opinione pubblica stessa. Noto nella realtà che mi circonda una certa “schizofrenia” che ho, talvolta, ritrovato anche in me stesso.

Come è iniziato e si è poi sviluppato il tuo rapporto con Satiriasi?

E’ iniziato qualche anno fa con una serie di spettacoli sul precariato, generati dall’esperienza non molto positiva di Colorado Cafè. La televisione ha lo stesso valore di uno spettacolo dal vivo, dove le persone sono persone e non utenti, ed è per questo che penso che Colorado rappresenti il punto massimo della mia carriera secondo qualcuno. Il punto più basso secondo me stesso.

Quali sono, ad oggi i tuoi obbiettivi professionali? Dove vorresti arrivare? Quali progetti hai per il futuro?

Certamente posso dire che non mi interessa la notorietà, mi interessa fare quello che mi piace ed essere felice. Riesco a vivere del mio lavoro e questa è già una grande soddisfazione.
Per il futuro, dopo il Teatro dei Satiri ho altre date in programma consultabili sul mio sito: www.pietrosparacino.it

Hai affrontato spesso la realtà del precariato nei tuoi spettacoli passati ed anche in quest’ultimo tocchi il tema, particolarmente sentito, del precariato. Cosa ti sentiresti di dire ad un giovane precario?

Credi in quello che fai e fallo con impegno. Punta più su te stesso che su quello che ti presenta il mondo perché poi sei tu che dovrai presentarti al modo. Ricordo qualche anno fa, quando tutti si iscrivevano a facoltà come ingegneria informatica perché si diceva che quel tipo di studi avrebbe potuto garantire un lavoro, oggi anche gli ingegneri informatici sono precari come molti altri. Quindi io credo che prima di tutto bisogni scegliere una propria strada ed avere la forza e la convinzione per seguirla. In una società che qualcuno ha definito “liquida” i nostri sogni e le nostre aspirazioni sono forse una delle poche cose “solide” che abbiamo in mano.

Info e prenotazioni: Teatro dei Satiri, via di Grottapinta 18. Tel: 06-6871639 06-6871578 – www.teatrodeisatiri.it

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