

Intervista al Dirigente scolastico Nunzia Marciano
"Insegnanti specialisti e progetti didattici all’avanguardia, sono questi i punti di forza della nostra scuola. L’alta percentuale di bambini stranieri? Può rappresentare un elemento critico, ma anche un ulteriore valore aggiunto". Lo afferma Nunzia Marciano, Dirigente Scolastico della scuola elementare “Carlo Pisacane” situata nel quartiere di Torpignattara. L’istituto è noto nel VI Municipio per il numero elevato di alunni stranieri iscritti, superiore a quello dei ragazzi italiani. Molti definiscono positiva la situazione della “Pisacane”, valorizzandone gli aspetti di integrazione e comunicazione tra culture diverse. Non mancano però i detrattori che sottolineano come, negli anni, il numero di famiglie italiane che hanno iscritto i figli in questa scuola sia progressivamente diminuito, dando vita a un fenomeno di isolamento dei bambini stranieri.
Quanti sono gli alunni stranieri iscritti all’istituto e come si spiega questo fenomeno?
Gli stranieri rappresentano il 57% degli iscritti, ma non credo si tratti di un’anomalia. La scuola si trova in un territorio a forte flusso migratorio, i ragazzi stranieri vivono il territorio e si iscrivono alla scuola di appartenenza. Il 57% rappresenta una percentuale di certo elevata, ma simile a quella riscontrabile in scuole che si trovano in zone con analoghe caratteristiche, come nel caso dell’Esquilino.
Non è diversa la situazione dell’Esquilino, che è caratterizzato da anni dalla presenza di due grandi comunità, cinese e araba?
No. Anche il VI Municipio è diventato nel tempo una zona sempre più multietnica. Gli stranieri rappresentano quasi il 10% della popolazione e il 62% del totale ha un’età sotto i 40 anni. Si spiega quindi la crescita del numero di giovani stranieri nelle scuole dell’obbligo e dell’infanzia.
Perché molte famiglie italiane non iscrivono più i figli alla “Pisacane”?
La situazione territoriale è complessa. Inoltre non giova l’accentuato interesse mediatico che si è sviluppato nel tempo a proposito della quantità degli alunni stranieri, che va purtroppo a discapito dell’attenzione alla qualità del percorso formativo offerto dalla nostra scuola.
Quali sono le caratteristiche del percorso formativo?
Ci avvaliamo di un corpo docente fortemente specializzato. L’Italiano, ad esempio, viene insegnato con tecniche specialistiche all’avanguardia, da cui trovano giovamento sia i bambini italiani che stranieri. Inoltre spesso la didattica viene integrata con progetti sviluppati in sinergia con agenzie formative, che hanno una tradizione di elevata qualità e che sono presenti sul territorio. E’ il caso di Città Educativa, un progetto scientifico promosso dall’Assessorato e Dipartimento alle Politiche Educative e Scolastiche e coordinato da un pedagogista della levatura di Alberto Alberti.
In cosa consiste il progetto scientifico?
Con questa attività leghiamo direttamente lo studio in classe delle Scienze con la ricerca sul campo, gli alunni partecipano a uscite d’istruzione legate allo studio diretto delle piante e delle fonti di energia rinnovabili, avvalendosi anche della consulenza di tecnici specializzati, come nel caso del geologo Mario Tozzi, autore di trasmissioni televisive della Rai, come “Gaia” o “Geo and Geo”.
Sono presenti progetti per lo studio di lingue straniere?
La nostra è una scuola statale e come in tutte le scuole si insegna inglese fin dalla prima elementare. Il nostro istituto può contare per la cura di questo insegnamento su insegnanti specializzate e specialiste.
Con quali fondi si può sostenere un percorso formativo così ricco?
Oltre ai normali fondi statali, possiamo avvalerci di sovvenzioni specifiche proprio dovute al carattere multietnico della nostra scuola. Sovvenzioni che provengono sia dallo Stato centrale che dalle istituzioni locali.
Gli alunni stranieri rappresentano quindi un valore aggiunto per l’istituto?
Noi siamo la scuola pubblica. Quello che ci interessa non è la percentuale di alunni italiani o stranieri iscritti, ma promuovere la crescita del bambino, gettando le basi del suo domani. Il programma didattico, i progetti e tutte le attività formative sono vincolate a ottenere questo obiettivo.
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