Polemiche per la mostra ‘Darwin 1809-2009’

La LAV diffida il Palazzo delle Esposizioni

1-Telmo Pievani. 2- Armadillo Villoso. Foto di Federico Ridolfi

Nemmeno il tempo di insediarsi ed Ida Giannelli, neo Presidente dell’azienda Speciale Palaexpo, ha subito dovuto fronteggiare le prime roventi polemiche. A neanche 24 ore dalla sua nomina, la LAV, Lega Anti Vivisezione, ha diffidato il Palazzo delle Esposizioni di Roma dall’esporre animali vivi in occasione di “Darwin 1809-2009", mostra che dall’11 febbraio al 3 maggio 2009 celebra il genio del grande naturalista inglese a duecento anni dalla sua nascita. La diffida della LAV, che oltre alla Giannelli ha come destinatari il Sindaco di Roma Gianni Alemanno e l’Assessore alla Cultura Umberto Croppi, contesta all’organizzazione della mostra l’esposizione di un armadillo villoso, un’iguana verde e due tartarughe, tutti animali vivi alloctoni, originari, cioè, di luoghi della Terra diversi dal nostro.

La Lega Anti Vivisezione ha minacciato azioni di protesta appellandosi al Regolamento Comunale a tutela degli animali e, precisamente, all’articolo 8, comma 23, che vieta "la detenzione, il commercio e l’immissione in natura su tutto il territorio comunale di animali alloctoni ad eccezione dei centri autorizzati in base a leggi nazionali e regionali e del Bioparco. Tale eccezione ai soli fini della detenzione temporanea si applica anche ai privati per il solo fine del primo soccorso".

Il divieto, ricorda la nota associazione animalista, si applica (art.16) a "qualsiasi forma di spettacolo o di intrattenimento pubblico o privato effettuato con o senza scopo di lucro che contempli, in maniera totale o parziale, l’utilizzo di animali, sia appartenenti a specie domestiche che selvatiche. Il divieto di cui sopra si applica a fiere, mostre di animali, esposizioni, concorsi, sagre, manifestazioni itineranti, spettacoli in strada ad eccezione di quelle senza fine di lucro autorizzate previo parere dell’Ufficio competente per la tutela degli animali”. In caso di contravvenzione al Regolamento, "viene disposta la sospensione immediata dell’attività e quindi definitiva, oltre all’applicazione della sanzione amministrativa".

La risposta alla protesta dura e decisa, ma motivata, della LAV non ha tardato ad arrivare. L’organizzazione della mostra, per bocca del curatore italiano Telmo Pievani, ha dichiarato che: «gli animali non soffrono affatto. Le teche che li ospitano superano addirittura i margini previsti dalle convenzioni internazionali in fatto di mantenimento di animali. D’altronde questi animali non potrebbero tornare in libertà perché hanno sempre vissuto in cattività e quindi soccomberebbero. Tutti gli esemplari esposti, infatti, sono stati sequestrati da una detenzione illegale di privati, tra circhi e appartamenti, dove hanno subito maltrattamenti».

Nel frattempo, come annunciato da Gianluca Felicetti, Presidente della LAV, l’11 febbraio l’Ufficio Tutela e Benessere degli Animali del Campidoglio ha rilasciato, in fretta in furia, l’autorizzazione ad esporre gli animali vivi in mostra. La cosa sorprendente è che lo abbia fatto facendo riferimento proprio all’articolo 16 del Regolamento Comunale, quello che vieta la loro esposizione a scopo di lucro. Eppure al Palazzo delle Esposizioni si paga il biglietto di ingresso.

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