Pomezia: il sindaco grillino dà il dolce solo ai bambini che pagano di più

Polemica sulla decisione di creare due menù in base alle possibilità economiche delle famiglie. Fucci: "la differenza sarà solo nel dolce a merenda"
Redazione - 21 Maggio 2014

A scuola il dolce lo mangia solo chi se lo può permettere. Nulla di strano se il principio valesse per una mensa aziendale per adulti. Invece in questo caso la regola potrebbe essere applicata a quelle della scuola per l’infanzia di Pomezia.

A denunciare la decisione del sindaco del Movimento Cinque Stelle Fabio Fucci di creare per l’anno scolastico 2014/2015 due menù che variano a seconda della possibilità economica dei genitori, i senatori del Pd Valeria Fedeli e Raffaele Ranucci che affermano in una nota: “E’ inaccettabile la scelta operata dalla giunta grillina di Pomezia. In sostanza a chi paga di più viene fornito un pasto completo! E questo in una scuola pubblica! Una cultura discriminatoria quella portata avanti dal Movimento 5 stelle – sottolineano – che, nascondendosi dietro al cosiddetto governo partecipato, arriva al punto di far subire a dei bambini nell’età più delicata l’esperienza più terribile: la diseguaglianza sociale”.

Ifabio-fuccil primo cittadino di Pomezia ha giustificato la decisione definendola “un modo per venire incontro alle richieste di alcune famiglie con reddito basso”.

Stizzito per la polemica il Sindaco ha fatto notare come sia sospetto il tempismo dei rappresentanti del Pd dato che “hanno scoperto solo ora un provvedimento che abbiamo deliberato in consiglio comunale il 27 dicembre 2013 tramite la delibera n. 77 (del 2013).
Circa un mese fa, gli indirizzi del Consiglio Comunale si sono concretizzati in un capitolato d’appalto e sono sfociati in un bando di gara per affidare il servizio di refezione scolastica a nuovi soggetti a partire già dal prossimo anno scolastico”.

Prosegue Fabio Fucci “l‘idea del menù differenziato l’abbiamo ricevuta da alcuni rappresentanti di genitori che abbiamo incontrato ripetutamente nel corso dell’estate 2013. L’idea originaria parlava di menù con quantità differenziate di cibo. Ovviamente non poteva essere ricevuta integralmente ma, recependone lo spirito, abbiamo pensato di mitigarla per rispondere da una parte all’esigenza di erogare un menu “leggero” anche nel prezzo, dall’altra che non creasse discriminazione nei confronti dei bambini.
Da qui l’idea del dolce a merenda.
Scuola infanzia Giovanni XXIII degrado interno (4)A mensa, tutti i bambini mangeranno le stesse portate, nelle stesse quantità, anche quelli che usufruiscono del menu, per così dire, ridotto.
E’ salvaguardato il fine educativo del pasto, è salvaguardata l’uguaglianza di ciascun bambino nel consumare il pasto a mensa.
Il dolce presente nel solo menu completo, potrà essere distribuito a merenda e viene garantita la possibilità di portarlo da casa a coloro che usufruiscono del menu “ridotto”, cosa che peraltro già oggi avviene frequentemente”.

Sulla vicenda ha detto la sua anche Walter Bianco di Sel, spiegando: «Nella scuola pubblica non si possono e non si devono creare differenze tra i bambini sulla base delle capacità economiche delle loro famiglie. Farlo vuol dire creare, sin dall’età infantile, una discriminazione intollerabile. La decisione dell’amministrazione comunale pometina – aggiunge – è un’inaccettabile discriminazione tra i bambini sulla base del censo e delle capacità economiche delle loro famiglie».


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  Commenti: 2

  1. Giovanni Pellegrini


    La notizia è FALSA o, a essere buoni, viene presentata in modo distorto e incompleto, pur di fare del sensazionalismo o, probabilmente, contrastare il Movimento 5 Stelle.
    La notizia VERA è che alcuni genitori di Pomezia hanno chiesto alle scuole (e quindi al Comune) che non fosse fornito il dolce ai loro bambini, per evitare un eccessivo apporto calorico e per non fargli mangiare un dolce industriale. Accogliendo la richiesta, il Comune ONESTAMENTE non ha più messo in conto, a chi rinunciava, il costo del dolce. Tutto qui!
    Vi evito il comunicato ufficiale del Movimento 5 Stelle di Pomezia nonché le dichiarazioni di genitori indignati per questa emerita bufala, ma se volete non mi ci vorrà molto a darvi gli estremi.
    Cordiali saluti.

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