

A.C.E.A. , Campidoglio, IV municipio, l’acqua pubblica appartiene a tutti e va preservata
Res Publica o res nullius? (Cosa pubblica o cosa di nessuno?) Intorno all’antico Ponte Mammolo, pure se si tratta di una parte minima del territorio del IV municipo, si condensano ed esemplificano gran parte delle numerose e varie inadempienze delle istituzioni da quelle capitoline a quelle locali.
Inadempienze che hanno ridotto a vergognoso immondezzaio sconcio e pericoloso un prezioso angolo naturalistico e una pagina storica della Città, nonché strenua sopravvivenza archeologica.
Perché, l’incuria protratta, ha ridotto in stato di pericolosità sia l’antico Ponte che le condutture dell’acquedotto che ancora adduce da quasi 170 anni. Fu infatti l’ultimo papa re, Pio IX, che dopo i danneggiamenti del 1849, restaurò l’antico manufatto e lo destinò ad ospitare una condotta idrica.
Proprio questa condotta oggi, in uno dei suoi punti più vulnerabili – cosa inconcepibile per un paese civile e per il momento storico che attraversiamo – è da tempo colpevolmente incustodita.
Le sue condizioni sono a dir poco schifose, mentre è oggetto di grande spreco ed abuso. La sua agevole accessibilità, che abbiamo verificato personalmente ed azzardatamente, per scattare le foto che qui sono riprodotte, espone l’acquedotto intero e quindi non si sa quanta cittadinanza a grossi rischi. Non ci soffermiamo sulla loro natura per ovvie ragioni: intelligenti pauca (A chi capisce, sono sufficienti poche parole)!
Non ci attardiamo parimenti nella descrizione di quello che abbiamo appurato in loco, nella speranza che – pubblicato l’articolo – l’A.C.E.A., il Comune e il Municipio e tutti gli altri soggetti eventualmente responsabili, si allertino e facciano urgentemente quanto possibile per mettere in sicurezza sia il ponte che la preziosa acqua “pubblica”.
Nelle foto, i grossi tubi della condotta, in mezzo ad immondizie ed addirittura un pasto tenuto in fresco tra le condutture.
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