Ponte Marconi, Benvenuti-Salce (Ecoitaliasolidale): “Disastro ambientale senza risposte da Comune e Regione”

Redazione - 24 Gennaio 2021

“Abbiamo più volte annunciato che in questi giorni si sta nuovamente creando una vera e propria baraccopoli illegale sulle  sponde del Tevere,  all’altezza di ponte Marconi, in Lungotevere di Pietra Papa, proprio parallela alla pista ciclabile ed a poco distanza dalla famosa quanto inutile Spiaggia estiva Tiberis.  Un insediamento fatto sgomberare nello scorso periodo di  Pasqua, non bonificando però l’area e lasciando ciò che rimaneva delle baracche demolite.   Ora vi è  ancora una volta  la presenza di tonnellate di rifiuti che invade la medesima  sponda, come abbiamo verificato da un sopralluogo di ieri mattina (23 gennaio). Baracche di fortuna, plastica, gomme di auto, elettrodomestici, materiali edili, sino a rifiuti pericolosi come bombole del gas. La recente piena, come abbiamo più volte segnalato, ha trasportato sino al mare gran parte di questo materiale causando un elevato inquinamento, ma ancora vi è tanti rifiuti  sulla golena del Tevere, e tanti  ancora vengono  aggiunti in queste ore,  un vero e proprio disastro ambientale”.

È questa la denuncia il  Movimento Ecologista  Ecoitaliasolidale con il Presidente Piergiorgio Benvenuti che insieme alla Responsabile Regionale per il Lazio, la campionessa del mondo di marcia, Giuliana Salce.

“Vi è poi il problema non solo dell’inquinamento del suolo, ma anche dell’aria a causa dei  fuochi che accendono, purtroppo utilizzando anche la plastica, e quindi si aggiunge anche un pericolo incendi, con tanto di bombole del gas che potrebbero  esplodere. Vi è ancora da  ricordare che quel tratto parallelo alla ciclabile è andato a fuochi per ben tre volte in questi ultimi mesi con enormi e pericolosi incendi”.

“La  triste realtà è che i rifiuti abbandonati intorno la baraccopoli,  o si smaltiscono  con il fuoco,  oppure vengono  trascinati  via dalla corrente in caso di piena del Tevere“

“Vi è infine un problema direttamente sanitario, infatti l’attività dei soggetti che abitano queste baracche di fortuna svolgono l’attività di rovistaggio nei cassonetti di tutto il quartiere Marconi, senza mascherine o alcuna protezione, ed è evidente che potrebbero contribuire a diffondere il Covid. Quindi  mentre commercianti e residenti vengono  giustamente controllati c’è chi ogni giorno ed in ogni orario  può impunemente fare quello che vuole”.

“Quindi ci si chiede a fronte di queste nostre denunce cosa sta facendo il Comune di Roma, l’Ufficio Speciale Tevere, a che punto è il protocollo d’intesa sottoscritto  fra Comune e Regione per la gestione dei greti dei fiumi, con uno stanziamento di 400mila Euro per la realizzazione di un parco di accesso al Tevere, progetto per il quale è stata avviata la conferenza dei servizi, ma  al momento il rappresentante della  Regione non si sarebbe presentato. Proseguiamo –dichiarano  Benvenuti e Salce- a sostenere l’urgenza per la soluzione di questa vera e propria emergenza ambientale in quel tratto, ma anche emergenza  sociale per i soggetti che non possono vivere in quelle condizioni.  Riteniamo si possa procedere solo con l’istituzione di un Ente unico di gestione del Tevere e non certo promuovendo,  come hanno fatto in questi anni Regione e Comune di Roma nuovi uffici speciali o Fondazioni,  che invece di snellire le procedure hanno  ampliato  la burocrazia.”.

“Per questo nel breve periodo chiediamo immediatamente –hanno  concluso Benvenuti e Salce – un controllo adeguato per bloccare da subito la realizzazione di un nuovo insediamento nei pressi del ponte Marconi, la rimozione delle tonnellate di rifiuti in quel tratto, la valorizzazione dell’area anche con il contributo di cittadini, associazioni e comitati, ad esempio realizzando un’area giochi e un’area per i cani  e bloccare il disastro ambientale esistente. In prospettiva la realizzazione di un Ente Unico di gestione per  la complessiva valorizzazione del Tevere”.


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