

Gli esponenti di Ecoitaliasolidale: "Un vero disastro ambientale senza risposte da Comune e Regione"
Siamo nel nuovo lockdown, ed anche la Capitale come l’intera Regione diventa zona rossa mentre la baraccopoli illegale sulle sponde del Tevere, all’altezza di ponte Marconi, in Lungotevere di Pietra Papa, si sta ancora di più ampliando sia per estensione che per numero di abitanti che certamente non rispettano né mascherine o l’obbligo di rimanere nel proprio domicilio. Dall’altra parte del Ponte Marconi, a poche centinaia di metri si trova ciò che resta in inverno della famosa quanto inutile Spiaggia estiva Tiberis. L’insediamento spontaneo che si trova a pochi metri dalla pista ciclabile, è stato fatto sgomberare nel periodo di Pasqua dello scorso anno, senza però bonificare l’area e quindi lasciando ciò che rimaneva delle baracche demolite. Ora vi è ancora una volta la presenza di tonnellate di rifiuti, in parte utilizzati per creare nuove baracche. Rifugi di fortuna, plastica, gomme di auto, elettrodomestici, materiali edili, sino a rifiuti pericolosi come bombole del gas o speciali come lastre di eternit-amianto. Peraltro parte dei rifiuti sono stati inghiottiti dalle acque del fiume in inverno nelle varie piene, episodi che hanno trasportato sino al mare gran parte di questo materiale causando un elevato inquinamento. Il resto dei rifiuti è tutt’oggi ben in vista sulla golena del Tevere, e di giorno in giorno se ne aggiungono altri, un vero e proprio disastro ambientale. Non ultimo vi è il problema che lamentano i residenti nei palazzi che affacciano sul Lungotevere, di essere costretti a chiudere costantemente le finestre in quanto raggiunti di giorno e di notte dal fumo dei fuochi che vengono accesi nella baraccopoli sia per riscaldarsi che per cucinare.
Un situazione da tempo denunciata dal Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale con il Presidente Piergiorgio Benvenuti che insieme alla Responsabile Regionale per il Lazio, la campionessa del mondo di marcia, Giuliana Salce dopo aver più volte effettuato sopralluoghi e fotografato la gravissima situazione esistente.
“Vi è un inquinamento del suolo, vi sono tonnellate di rifiuti che vengono sversati direttamente nel Tevere e quindi sino al mare, ma anche un forte inquinamento dai fuochi che vengono accesi purtroppo utilizzando anche la plastica, con un pericolo d’incendio costante, ci troviamo fra la vegetazione della golena ed un canneto, con tanto di bombole del gas che potrebbero esplodere. C’è da ricordare come più volte quel tratto parallelo alla ciclabile è stato interessato da enormi incendi in questi ultimi mesi, causando, pericolo, disagi, inquinamento”.
“Oggi possiamo dire –proseguono ancora Benvenuti e Salce- che si fa più grave il problema di carattere sanitario, infatti l’attività dei soggetti che abitano queste baracche di fortuna è quello di svolgere l’attività di rovistaggio nei cassonetti di tutto il quartiere Marconi, senza mascherine o alcuna protezione, ed è evidente che potrebbero contribuire a diffondere il Covid. Quindi mentre commercianti e residenti vengono controllati, ci troviamo in zona rossa, e vi è chi a Marconi ogni giorno ed in ogni orario può impunemente fare quello che vuole”. Certamente in molti cittadini si chiedono come mai il Comune di Roma, l’Ufficio Speciale Tevere e la Regione non intervengono, a che punto è il protocollo d’intesa sottoscritto fra Comune e Regione per la gestione dei greti dei fiumi, con uno stanziamento di 400mila Euro per la realizzazione di un parco di accesso al Tevere, progetto per il quale sarebbe già stata avviata la conferenza dei servizi, “Per questo chiediamo immediatamente –hanno concluso Benvenuti e Salce – di sgomberare l’insediamento abusivo che di fatto ormai è più grande per estensione e per numero di frequenze estive della nota Spiaggia Tiberis, la rimozione delle tonnellate di rifiuti in quel tratto, la valorizzazione dell’area anche con il contributo di cittadini, associazioni e comitati, ad esempio realizzando un’area giochi e un’area per i cani, bloccando il disastro ambientale esistente. In prospettiva la realizzazione di un Ente Unico di gestione per la complessiva valorizzazione del Tevere”.
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