

Approvata la graduatoria per il restyling delle infrastrutture portuali regionali. Finanziati otto comuni tra innovazione tecnologica e ammodernamento
Non solo mare, ma una rete diffusa di infrastrutture che corre lungo le coste e si specchia nelle acque interne della regione.
Il sistema portuale del Lazio si prepara a cambiare volto grazie allo sblocco dei contributi regionali destinati a opere di ristrutturazione, adeguamento e completamento.
La graduatoria dell’avviso pubblico è ufficiale: sul piatto ci sono 3 milioni e 350 mila euro pronti a trasformarsi in cantieri per l’innovazione.
La vera novità di questo stanziamento risiede nell’eterogeneità dei comuni ammessi al finanziamento. Il piano non premia solo le località balneari, ma riconosce la dignità e il potenziale economico dei porti lacustri e fluviali.
Ecco gli otto comuni che riceveranno i fondi:
Sul litorale: Anzio, San Felice Circeo, Sperlonga e Minturno.
Sui laghi: Marta e Bolsena (Viterbo), Castel di Tora e Petrella Salto (Rieti).
Le risorse non serviranno solo a “riparare”, ma a innovare. Gli interventi spaziano dall’ammodernamento degli immobili portuali al rinnovo degli impianti, fino al miglioramento qualitativo dei servizi per i diportisti e gli operatori.
«Attraverso queste risorse i Comuni avranno la possibilità di puntare sull’innovazione tecnologica e sul miglioramento dei servizi», ha dichiarato Pasquale Ciacciarelli, assessore alle Politiche del Mare.
L’obiettivo è rendere gli scali laziali strutture moderne, efficienti e competitive, capaci di attrarre flussi turistici e sostenere l’economia locale.
Il coinvolgimento di comuni dell’entroterra come quelli del Reatino o del Viterbese è il frutto di una recente innovazione normativa (la modifica alla legge regionale n. 72/1984).
Questa riforma permette oggi di guardare alla portualità regionale con una visione unitaria, superando la distinzione tra mare e acque interne.
«Questa partecipazione conferma la rilevanza della nostra strategia complessiva», ha concluso Ciacciarelli. «Vogliamo valorizzare tutta la portualità laziale, rendendola un sistema organico e al passo con i tempi».
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