

Abolizione del quorum di partecipazione per i referendum comunali e istituzione del referendum propositivo. Possibilità di presentare petizioni on line.
I consiglieri del gruppo M5S Campidoglio hanno presentato una proposta di delibera per modificare lo Statuto di Roma Capitale e introdurre nuovi strumenti di partecipazione dei cittadini. “Il primo atto – scrivono in un comunicato stampa – di una trasformazione che si completerà, nei prossimi anni, con l’aggiornamento di diversi regolamenti”.
Di seguito una sintesi – fornita dagli stessi consiglieri – sulle novità contenute nella proposta di delibera.
Petizioni online – La proposta prevede l’introduzione della petizione online con la possibilità di illustrare le petizioni in Assemblea capitolina. È una rivoluzione prima culturale che tecnologica, nell’ambito di una sperimentazione che avverrà per gradi: si partirà dalle petizioni e si aggiungeranno, nel corso degli anni, gli altri strumenti.
Referendum senza quorum – Nella delibera si propone inoltre di abolire il quorum di partecipazione per i referendum comunali e di affiancarvi anche il referendum propositivo che consentirà di presentare proposte che saranno votate dai cittadini, con obbligo di ricezione da parte dell’amministrazione. Ci sarà inoltre, sempre per i referendum, la possibilità di sperimentare il voto elettronico, ricorrendo all’utilizzo di tecnologie telematiche o informatiche.
Bilancio partecipativo – Verrà inserito il bilancio partecipativo, già diffuso in alcuni Comuni italiani tra cui Mira e Ragusa, governati dal M5S. Roma Capitale coinvolgerà i cittadini nella costruzione del bilancio sia a livello comunale che a livello municipale e destinerà una quota alla decisione diretta dei cittadini. Dal 1996 il Bilancio Partecipativo è stato riconosciuto dall’Onu come una delle migliori pratiche di governance urbana nel mondo. Il controllo diffuso del denaro dei cittadini è stato sperimentato per la prima volta a Porto Alegre nel 1989 ed è stato adottato anche da Parigi con un sito Internet dedicato alla consultazione della cittadinanza su proposte e progetti da finanziare con il 5 per cento del bilancio.
Proposte di delibera – Non è stato toccato il numero delle firme necessarie a depositare proposte di delibera popolari e l’obiettivo è garantire la trattazione di queste nei termini previsti dai regolamenti.
Il Comunicato stampa descrive poi la situazione ereditata dalla passate consigliature: “Negli ultimi dieci anni sono state depositate presso l’amministrazione capitolina meno di 30 proposte di iniziativa popolare, 15 quesiti referendari e solo 36 interrogazioni e 2 interpellanze al Sindaco. Inoltre, il Regolamento per gli istituti di partecipazione e di iniziativa popolare è del 1994 e finora non è mai stato migliorato né adattato alle nuove tecnologie.”
“Con questa proposta vogliamo rivoluzionare le modalità di partecipazione all’azione amministrativa.
Aprendo le porte ai cittadini,- dichiara il consigliere capitolino M5s e presidente della commissione Roma Capitale Angelo Sturni – attraverso nuovi strumenti di democrazia diretta, nella logica di un aumento della trasparenza.
Presenteremo la delibera nei Municipi con incontri sul territorio per spiegare ai cittadini i nuovi diritti di cui potranno beneficiare.
Il nostro auspicio è che l’iter amministrativo si concluda entro fine anno”.
“Il digitale può e deve garantire l’effettività degli istituti e degli strumenti di democrazia diretta volti all’attivazione dei processi partecipativi – dichiara l’assessora a Roma semplice Flavia Marzano – In quest’ottica, la ristrutturazione del portale dell’Amministrazione Capitolina su cui siamo a lavoro prevedrà un’area dedicata alla partecipazione con l’obiettivo di favorire un maggiore coinvolgimento dei cittadini sia nel processo democratico che nelle decisioni relative alla trasformazione e all’innovazione del territorio”.
Dopo i primi commenti negativi l’assessora Marzano in un secondo comunicato precisa: “Leggo negli interventi di alcuni esponenti politici molta confusione, visto che vengono sovrapposti gli strumenti previsti dalla norme con quella che è la gestione della piattaforma interna del M5S, il cosiddetto ‘Sistema Rousseau’. Appare banale fare questa distinzione, ma è necessario farla vista l’imprecisione e la superficialità che leggo in materia di partecipazione: il sistema Rousseau non sarà integrato all’interno del portale di Roma Capitale“.
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