

L’evento si è svolto venerdì 8 ottobre nella Biblioteca comunale Elsa Morante
“A volume spinto – Le biblioteche si fanno sentire”, così recitava la locandina diffusa dal Consorzio SBCR, Sistema Bibliotecario Castelli Romani, sulla tre giorni culturale in programma l’otto, il nove e il dieci ottobre 2010.
La manifestazione è stata aperta venerdì 8 ottobre, alle ore 18, presso la Biblioteca comunale di Colonna. Nel contenitore “Un sorso, un assaggio… una poesia – Aperitvo letterario”, è stato presentato il libro: Castelli Romani e Litorale Sud. Dialetto e poesia nella provincia di Roma, di Vincenzo Luciani e Riccardo Faiella.
Il volume riporta il resoconto di una ricerca sul dialetto e la poesia di 21 comuni e contiene una professionale selezione del censimento letterario dialettale del territorio.
Alla presentazione, oltre gli autori, sono intervenuti alcuni poeti e scrittori dialettali delle zone indagate. Tra loro Fausto Giuliani, di Colonna, e Tarquinio Minotti e Gianni Diana, di Montecompatri. Presente anche un poeta di Palestrina, l’estroso Luigi Fusano, il quale, oltre che nella recitazione di suoi testi, si è esibito anche suonando un’armonica a bocca. Gli altri si sono alternati alla lettura dei loro testi dialettali. Ha letto suoi testi anche Luciano Gentiletti, un poeta in romanesco che vive a Rocca Priora
Folta la rappresentanza delle istituzioni, con in testa il sindaco di Colonna Augusto Cappellini che ha aperto la manifestazione con il discorso di benvenuto. Insieme a lui il vice sindaco Renzo Galli; gli assessori Gaetano Bartoli e Anna Alisi e i consiglieri Emanuela Visconti, Paolo Cappellini e Luisella Pasquali.
Prosa, poesia e non solo. Anche musica, classica e popolare, curata dal maestro Claudio Ginobi.
Vincenzo Luciani e Riccardo Faiella nei loro interventi hanno sottolineato la ricchezza di un territorio fertile sotto l’aspetto culturale, abitato da persone sensibili e orgogliose delle proprie origini e identità. Un humus essenziale che ha permesso di raccogliere anche in questa ultima ricerca, molto materiale documentale. Il reperimento, dopo un’accurata scandagliata in rete – soprattutto su siti come www.controluce.it – è stato portato avanti andando ad esplorare direttamente i luoghi, in una laboriosa quanto produttiva “ricerca sul campo”.
Dizionari, poesie, prosa, proverbi, modi di dire, testi teatrali, filastrocche, soprannomi. Praticamente, ove possibile, tutte le tipologie scritte e orali sono state reperite e catalogate: “Dei centoventi comuni della provincia di Roma – ha precisato Luciani – ne abbiamo indagato (in quattro volumi) centodieci. All’appello ne mancano dieci, che inseriremo nella prossima ricerca, comprensiva di e riepilogativa, con aggiornamenti l’intera provincia di Roma”.
“Le parole dialettali – ha aggiunto Faiella – non sono solo tradizione, folklore e cultura, ma rappresentano anche un valore antropologico e "archeologico". Le parole sono preziose, pesanti e durature come i monumenti”.
In bocca al lupo a questi due Indiana Jones, che con entusiasmo vanno alla ricerca delle parole perdute del nostro territorio.
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