Presentism, Time and Space in The Long Now

La Fondazione Memmo ospita, fino al 15 marzo, un’installazione del grande artista britannico Brian Eno
di Alessandra De Salvo. Foto di Federico Ridolfi - 21 Febbraio 2009

Presentism è un’opera di video arte, un’installazione sonora, un ambiente immersivo in cui perdersi ed abbandonarsi. L’opera è frutto di mille contaminazioni, ma è soprattutto il risultato della riflessione sul Futurismo di Brian Eno, uno più grandi e poliedrici artisti contemporanei.

Musicista, pittore, scultore, compositore e produttore discografico, Brian Eno è essenzialmente un musicista avanguardista ed un raffinato esperto di video arte. “Ho studiato pittura alla scuola di Belle Arti e come molti ho iniziato a suonare in una rock-band” – ha dichiarato l’artista durante la conferenza stampa – “quando ho iniziato a fare musica ero molto interessato ad essa come se fosse pittura, ricercavo la tranquillità e l’infinito. Poi ho iniziato a lavorare con il video ed ho finito per fare due cose che si sono incontrate musica ferma e pittura in movimento”.
Il risultato di questa commistione di generi sono ambienti sonori e visivi, opere di video arte, accompagnate da musica ipnotica. I colori, le luci, le immagini, le forme che scorrono sullo schermo variano con una lentezza tale da poter difficilmente essere registrate dal cervello di chi passa sbrigativamente davanti all’opera. Per poter godere a pieno di Presentism è necessario fermarsi, sprofondare in uno dei sette divani rossi e liberare la mente da ogni pensiero, concentrandosi solo sui 14 schermi di dimensioni e forme variabili e sui due cumuli di terra illuminati da luci cangianti che compongono l’opera.

“Presentism è il periodo di tempo tra l’adesso e quello che deve succedere”, si tratta di un lasso di tempo enormemente dilatato “mi piace che il mio pubblico abbia un’esperienza comoda, voglio creare uno spazio dove si possa rimanere per ore…La gente può così cambiare il proprio senso del tempo, oggi l’attenzione è minima, la tv fornisce dettagli veloci perché le persone hanno bisogno di stimoli, il mio lavoro va contro tutto questo e dimostra che si può provare a calmare la gente, spingerla a rilassarsi. La resa dei sensi è il secondo elemento più importante nel mio lavoro”.

PRESENTISM, Time and Space in The Long Now
Dal 20 febbraio al 15 marzo 2009
Dove: Fondazione Memmo; Palazzo Ruspoli, Via del Corso 418
Orari: dal martedì alla domenica ore 10.00 – 20.00 (chiuso il lunedì)
Biglietto: Ingresso Libero


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