Promemoria di Marco Travaglio, per non dimenticare chi ci governa

Fino al 17 gennaio 2010 al Teatro Olimpico
di Claudia Tifi - 13 Gennaio 2010

E’ un ‘Promemoria’ lungo tre ore e mezzo, eppure il pubblico che gremiva la sala del Teatro Olimpico non si è mosso dalla sedia, se non per applaudire o per ridere. Sul palco, sdrammatizzando un po’ il baratro in cui va precipitando l’Italia dei nostri giorni, Marco Travaglio ha presentato una fedele ricostruzione dei fatti, dei nomi, dei processi e delle intercettazioni che rappresentano le origini e la storia del ‘cavaliere’ e della sua cricca di amici.

‘Promemoria. 15 anni di storia d’Italia ai confini della realtà’, sarà in scena fino al 17 gennaio 2010 al Teatro Olimpico, sito ai Parioli, in piazza Gentile da Fabriano 17, ma ‘Promemoria’ è anche un libro con annesso dvd che si può trovare nelle librerie a € 19,50.

Con canzoni, elementi sonori, frasi dei politici e virtuosismi da violinista, Valentino Corvino e Fabrizio Puglisi spezzano la narrazione implacabile. Ma più che gli inserti musicali è la comicità di Travaglio che alleggerisce la serrante ricostruzione storica: si ride delle gaffe diplomatiche del Premier, delle risposte surreali date da Marcello Dell’Utri durante gli interrogatori, dell’enorme mausoleo fatto costruire dentro Arcore, la megavilla in Brianza che l’avvocato Cesare Previti, tutore dell’orfana che ne era proprietaria, regalò ai Berlusconi per una cifra risibile.
S’inizia con la storia della classe dirigente degli anni 80 dove essere corrotti e prendere tangenti era la normalità. Travaglio racconta di quando la guardia finanza si presentò a casa di Cirino Pomicino con due tir per prelevare lingotti, pietre preziose e quant’altro era finito sotto sequestro. Parla di Cosa Nostra, degli attentati, in primis quelli contro Falcone e Borsellino, rei di aver fatto incarcerare vari esponenti della mafia, e della scesa in campo politico di Silvio Berlusconi. Dalle alterne fortune degli albori politici alle leggi ad personam, dalle richieste pressanti della mafia fino ai voltagabbana di alcuni esponenti della sinistra al governo (quali Massimo D’Alema, Fausto Bertinotti, Walter Veltroni, etc.) è messo in luce il lato più tragico dell’ascesa politica di un determinato gruppo di interessi finanziari. Qualcuno si è mai chiesto a cosa serva realmente lo scudo fiscale?

Marco Travaglio guarda a personalità di spicco, rigorose nell’analisi, che avevano già previsto tutto: da Enrico Berlinguer a Indro Montanelli, da Enzo Biagi a Norberto Bobbio, fino a Paolo Sylos Labini , etc.
Sono morti che in uno scenario da morti viventi come quello in cui viviamo sembrano più vivi che mai.
E se un po’ di speranza rimane, va riposta in quanti non sentendosi più rappresentati da alcun referente politico, fanno politica dal basso, rivendicando i propri diritti e il rispetto della legalità.

Per saperne di più sullo spettacolo: http://www.teatroolimpico.it/ 
 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti