

Diverse le proteste in strada contro il progetto
Sabato 26 ottobre più di 500 abitanti sono scesi in strada per protestare contro l’attuazione del progetto di black point, proposto dal Comune di Roma per modificare radicalmente le modalità di circolazione stradale tra via Nomentana e via del Casale di San Basilio.
Secondo il progetto su via Nomentana, dall’incrocio con via del Casale di San Basilio fino a via Diego Fabbri dovrebbe essere attivato un senso unico in direzione Roma centro.

Contemporaneamente, su via Nomentana verso il GRA sarà obbligatoria la svolta a sinistra su via Fabbri – dove verrà realizzata una rotatoria con un nuovo accesso su largo Giampiero Arci – rendendo così obbligatoria l’entrata su via del Casale di San Basilio passando per via Tino Buazzelli. Nello specifico, la protesta dei comitati non è contro la realizzazione della rotatoria tra via Nomentana e via Diego Fabbri, ma contro un cambio radicale della circolazione su via Nomentana.
Con le modifiche proposte dal progetto, chi dovrà percorrere la Nomentana per andare a prendere il GRA o per proseguire verso Mentana, per i manifestanti “sarà costretto a fare un lungo giro che trasformerà il quartiere in un’enorme rotatoria”.
Domenico Scarpa, del comitato Giardino Nomentano e promotore della manifestazione, ha chiarito il punto di vista dei manifestanti, che non è un atteggiamento di netta contrarietà al progetto:
“Sono sufficienti la rotatoria tra via Nomentana e via Diego Fabbri ed un’eventuale terza corsia dedicata per le svolte a sinistra tra nomentana e Casal Boccone.
Non capiamo perché l’assessorato alla Mobilità non ci ascolti.
Sono tre anni, ormai, che i cittadini contestano il black point così come è stato pensato.
Anche i Municipi si sono detti contrari eppure il progetto procede spedito.”
Scarpa ha inoltre chiarito che “noi non siamo un Comitato del ‘No’. Per noi è corretto mettere le mani agli incroci ma non in questo modo. La deviazione dell’intero traffico in uscita da via Nomentana in direzione GRA su via Fabbri, Buazzelli e San Basilio avrebbe un impatto devastante a tutti i livelli e sulla vita delle persone che abitano il quartiere, poiché ci sarebbe il dirottamento di una quantità enorme di veicoli di una consolare su una strada secondaria di quartiere”
Valerio Casini e Francesca Leoncini, consiglieri comunali di Italia Viva, presenti alla protesta, hanno dichiarato come secondo loro “il progetto dell’amministrazione, con il trasferimento della viabilità principale su arterie secondarie e la realizzazione di una rotatoria tra via Nomentana e via Diego Fabbri, rischi di paralizzare completamente il traffico in zone già pesantemente congestionate.
A fine settembre abbiamo a tal proposito presentato una mozione urgente in Assemblea capitolina, proprio per impegnare l’amministrazione a rivedere quel progetto e trovare soluzioni alternative. Peccato sia stata bocciata dalla maggioranza, un’occasione persa”.
Presente anche Marco Colarossi, vicepresidente dell’intergruppo Forza Italia – Noi Moderati alla Regione Lazio: “Ho partecipato, insieme a cittadini ed associazioni di quartiere, alla manifestazione di protesta contro lo scellerato progetto del black point tra via Nomentana e via del casale di San Basilio, voluto dal Comune di Roma.”

“Siamo al fianco dei comitati che hanno presentato ricorso al Tar contro il progetto, e a loro ho ribadito che presto nella commissione Giubileo del Consiglio regionale del Lazio voteremo una risoluzione in merito, da me promossa, con l’auspicio che un eventuale parere contrario della Commissione possa favorire lo stop al progetto“.
Le proteste dei cittadini arrivano dopo che anche le istituzioni locali avevano fortemente criticato il progetto a fine maggio, arrivando alla bocciatura in aula del progetto da parte dei consiglieri del III e del IV municipio, i due territori interessati da tale progetto.
Sembra di trovarci di fronte all’ennesima scelta calata dall’alto da parte dell’amministrazione centrale, che progetta scelte da attuare sui territori senza confrontarsi con le realtà politiche locali o con i cittadini che quotidianamente vivono i territori e che andranno quotidianamente a subire l’impatto di tali scelte.
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