

Applausi il 20 aprile 2013 per “Lasciate che i pendolari vengano a me”
Mancavano a Roma dal 1970, quando Felice Musazzi, fondatore della compagnia, e Tony Barlocco calcarono il palcoscenico del Sistina portando allegria, applausi e risate con le loro gag in dialetto lombardo. L’antica compagnia che festeggia 64 anni, protagonista assoluta del panorama teatrale con 120.000 spettatori a stagione, ha ora una nuova formazione: Antonio Provasio (la Teresa) che ha recitato con Musazzi per anni, riuscendo a calarsi perfettamente nel personaggio, ed Enrico Dalceri (la Mabilia) diventato nuovo interprete della Compagnia. E infine Luigi Campisi che, da oltre un decennio, indossa i panni (e soprattutto i baffi!) del famoso Giovanni sul palcoscenico.
Il nome dello spettacolo, per la prima volta in italiano e non in vernacolo, si ispira ad una rivista del 1982 ricevuta in eredità da Musazzi. I personaggi sono sempre i componenti della famiglia Colombo e l’ambientazione principale è il cortile, luogo che per lunghi decenni è stato emblema di una società popolare, spesso operaia, che lì si incontrava per conversare e spesso “spettegolare”. I temi però non si limitano alle chiacchiere del quartiere, molti sono infatti gli argomenti di attualità affrontati, in maniera mai pesante, dalla compagnia e quindi diverse sono le location tra le quali compare anche un ufficio che ospita un call center. In “Lasciate che i pendolari vengano a me” la famiglia Colombo si ritrova a fare i conti con una straordinaria scoperta che forse può risolvere tutti i suoi problemi economici: nel loro giardino sgorga una fonte di acqua miracolosa che promette eterna giovinezza. Tutti i sogni di gloria sono però spazzati da un tragico telegramma che annuncia l’espropriazione del loro terreno da parte del Sindaco. I coniugi lombardi cercano così di rifarsi cedendo alle richieste di un Sultano e del suo servitore che intendono acquistare la mite e innocente cugina “tascabile” di Teresa, l’ottuagenaria Pineta interpretata da Alberto Destrieri, per l’Harem di quest’ultimo, ma anche questa si rivelerà una truffa e i due finiranno per correre in bicicletta fino a Malpensa per riprendersela.
Visti i tempi di crisi, e visto che a Giovanni manca solo un anno per la pensione (e questo fa supporre che sia un esodato), la famiglia Colombo è costretta a fare i conti con il nuovo mondo del lavoro – e le problematiche connesse – per arrivare a fine mese. I tre protagonisti quindi si impiegano in un call center fuori città, e per loro inizierà una nuova avventura da pendolari che ben presto, su iniziativa di Mabilia, sfocerà in una protesta in cui sarà coinvolto anche il sindacato.
Spettacolari le coreografie dei boys ed i costumi indossati da una Mabilia dalla figura invidiabile: un abito in piedipulle sormontato da un extralarge cappello rosso con piume e una mise alla Moira Orfei in bianco scintillante con tanto di chignon e gabbietta glitterata sul mezzobusto.
Con i dialoghi esilaranti e strepitosi fuori programma, la tradizione teatrale en travestì perfettamente interpretata, svariati cambi di scena, venticinque tra attori e ballerini e musiche per oltre due ore e mezza di entusiasmante comicità, la tappa evento romana non poteva che rivelarsi un successo. E il pubblico romano ha apprezzato e a fine spettacolo tutti in piedi per rendere onore ai Legnanesi (commossi e appagati dal calore della platea capitolina) ma anche alla tradizione del teatro made in Italy, che non può e non deve mai morire.
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Al Teatro non sono mai andata molto spesso, ma appena ho saputo di questo evento mi sono entusiasmata all’idea di poter assistere dal vivo a uno spettacolo che in Lombardia è famoso da generazioni e, trascinando la mia famiglia, ho potuto divertirmi moltissimo con questa compagnia teatrale fuori dal comune.
Mi auguro ritornno anche il prossimo anno, magari anche con più di una serata.
Angela io sono un Ultras dei legnanesi…l’anno scorso mi sono visto sei repliche mai una volta uguale ….divertimento allo stato puro!chi li vede per la prima volta torna sempre!