Quale destino per il piccolo borgo della Cerveletta?

Ora la speranza è che il Campidoglio garantisca che questo prezioso atomo del patrimonio dei cittadini di Roma venga rispettato, tutelato ed utilizzato esclusivamente per gli stessi fini che promossero la sua acquisizione
di Federico Carabetta - 2 Settembre 2015

Siamo tornati, dopo anni, al piccolo borgo della Cervelletta e al suo casale storico. Di questi, il quartiere di Colli Aniene, fu prima mobilitato perché divenisse proprio del patrimonio del Comune di Roma, e poi fu fatto per varie ragioni disaffezionare. Dalla disaffezione è subentrato il disinteressamento e poi la dimenticanza.

Nessuno ha però dimenticato che, sull’insieme e non solo sul casale, gravava fin dalla sua acquisizione e grava tuttora,  il pesante problema del risanamento. Un capitolo a parte spetta al problematico e corretto utilizzo dello stesso insieme.

imagesTrattiamo del risanamento delle parti più essenziali del solo casale, trascurando le opere idrauliche del fondo agricolo. Per evitare il definitivo decadimento dei corpi di fabbrica ad iniziare dai tetti, necessiterebbero – da quanto è stato sempre detto – all’incirca 2 milioni di euro.  Ma, a cominciare dal sindaco Francesco Rutelli, i fondi più o meno cospicui più volte promessi dal Camidoglio come dai  vari soggetti istituzionali avvicendatisi, al pari di autentici fantasmi, sono stati fatti solo intravvedere per poi puntualmente svanire nel nulla .

I fondi sono sempre mancati, ma intorno al Casale però non sono mai cessati gli appetiti, l’utilizzo discutibile,  e i progetti di utilizzarlo per fare denaro. Ultimamente, addirittura Mafia Capitale voleva mettere le grinfie su quella preziosa oasi. Personaggi coinvolti nello scandalo – come è stato rivelato da intercettazioni ambientali – avrebbero fatto addirittura sopralluoghi.

Concretamente però, l’ultimo capitolo sugli appetiti contempla la determinazione dirigenziale del Comune di Roma Capitale che ha rimpiazzato l’associazione Insieme per l’Aniene, con l’associazione “La Cervelletta”. L’inatteso rovesciamento nell’affidamento del complesso con il cambio della guardia, come ci hanno riferito e come abbiamo constatato, ha di fatto rivoluzionato tutto, ad iniziare dallo scopo che fece rilevare il comprensorio dai privati per annetterlo al patrimonio del Comune di Roma.

Cervelletta laghettoDi fronte a questa realtà, il prof. Domenico Pietrangeli di Insieme per l’Aniene, rimosso custode storico del bene, ha diffuso sui social network comunicati che stendono inquietanti ombre sulla decisione del Campidoglio, insinuando pure dubbi sulla validità dell’atto e disapprovando sul successivo utilizzo “affaristico aziendalista” (sic) della vetusta struttura.

A questo punto, per fare chiarezza sull’accaduto, associazioni locali annunciano di aver costituito un gruppo di lavoro le cui conclusioni dovrebbero essere rese note durante una pubblica assemblea da indire a presto.

In quanto a noi che negli anni abbiamo seguito le vicissitudini del complesso, cominciamo a comprendere e condividere i timori della prima presidente e custode del casale, Marina Tranquilli. Questa infatti non nascondeva la preoccupazione che altri si alternassero nella custodia del bene, ma animati da scopi più od addirittura esclusivamente utilitaristici.

Ora la speranza è che il Campidoglio, pur squassato com’è da lotte di potere e scandali, possa volgere la sua attenzione a questo prezioso atomo del suo patrimonio, del patrimonio dei cittadini di Roma Capitale, ed accertarsi che venga rispettato, tutelato ed utilizzato esclusivamente per gli stessi fini che promossero la sua acquisizione.

Non dimentichiamolo: il Campidoglio, per la tenuta della Cervelletta, cedette immobili produttivi di reddito, nel centro di Roma, e concesse altri benefici al cedente. E per farne cosa? “cibo cotto con il forno a legna, birrette, cocktail, live e dj set. Nonché BoBoBo la scimmia per il divertimento” – come annuncia il nuovo gestore.


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