

La decisione è contenuta in una delibera approvata dalla giunta Gualtieri lo scorso 12 dicembre
Nove anni di attesa, porte chiuse e promesse rimaste sospese. Ora, almeno sulla carta, qualcosa si muove.
Nel bilancio 2025 di Roma Capitale compaiono 1,8 milioni di euro destinati a rimettere in funzione uno degli impianti sportivi più attesi del Quarticciolo: la piscina comunale di via Manduria, per molti ancora “Azzurra 7”.
La decisione è contenuta in una delibera approvata dalla giunta Gualtieri lo scorso 12 dicembre. Un atto che prova a riaccendere le luci su una struttura ferma dal 2016, quando le infiltrazioni d’acqua ne decretarono la chiusura.
Da allora l’impianto non è mai tornato a bando e il quartiere ha visto svanire uno dei pochi spazi di aggregazione dedicati allo sport, soprattutto per i più giovani. Come se non bastasse, nel 2020 il crollo di un grande albero ha ulteriormente segnato un edificio già in stato di abbandono.
Nelle carte ufficiali il quadro è netto. Il complesso, si legge nella delibera firmata dalla vicesindaca Silvia Scozzese, “versa in un profondo stato di degrado” e necessita di interventi strutturali di riqualificazione e potenziamento.
Un investimento considerato strategico non solo per il recupero dell’immobile, ma per il ruolo che l’impianto può tornare a svolgere come presidio sociale e punto di riferimento per la vita del quartiere.
Il Comune ha scelto di finanziare l’operazione con risorse proprie, ricorrendo a un mutuo. Dei 1,8 milioni complessivi, 250 mila euro serviranno per la fase di progettazione, mentre 1 milione e 550 mila euro saranno destinati ai lavori.
Con l’approvazione del piano di fattibilità economica si chiude ora l’iter amministrativo preliminare: una volta attivato il finanziamento, gli uffici potranno avviare la gara d’appalto e dare il via alla riqualificazione.
Lo stanziamento per la piscina di via Manduria non è un intervento isolato, ma si inserisce in una strategia più ampia che riguarda il Quarticciolo.
Sul quartiere, negli ultimi mesi, si stanno concentrando risorse significative: 20 milioni di euro dal governo con il decreto Caivano, 24,5 milioni stanziati dal Comune e altri 30 milioni previsti dalla Regione, che comprendono anche la realizzazione di una casa della comunità.
Per un territorio che da anni chiede attenzione e servizi, la possibile rinascita della piscina rappresenta più di un semplice cantiere.
È la promessa di restituire uno spazio di sport e incontro a un quartiere che aspetta da troppo tempo di rivedere quell’impianto tornare a vivere.
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