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Quel pasticciaccio di sfollati e nomadi all’hotel Flaminius

Scoppia la polemica in seguito al trasferimento dei cittadini di Prima Porta, costretti a lasciare le loro case per l’alluvione dei giorni scorsi. Da domenica pomeriggio cinquanta persone, tra cui dodici minori, sono stati trasferiti dalla parrocchia di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori dove hanno trascorso li primi due giorni all’hotel Flaminius. Proprio qui è esploso il caso, dopo che i cittadini si sono accorti di condividere lo stesso albergo insieme ad un gruppo consistente di nomadi, trasferiti lì sempre per ragioni di sicurezza il venerdì precedente.

“La vicenda dei nomadi alloggiati in albergo assume contorni sconcertanti!” Comunica in una nota il Portavoce dell’Assemblea Costituente Fratelli d’Italia in Municipio XV, Giorgio Mori. “Abbiamo infatti scoperto che le informazioni date dalla giunta del XV Municipio e dall’Assessore alle Politiche Sociali, Michela Ottavi erano totalmente destituite di fondamento, mentre la realtà è che SEL XV ha pagato un debito elettorale ad una comunità che l’ha supportata all’ultima campagna elettorale.

In realtà i nomadi, nel numero originario di circa settantacinque, che sono stati incontrati dagli sfollati di Prima Porta all’Hotel Flaminius non venivano dal lontano sgombero voluto dalla Giunta Alemanno del Casilino ‘900, bensì erano stati fino al 27 Gennaio occupanti di una palazzina in Via Castelguidone fino allo sgombero della POLFER.

Dopo lo sgombero, essi avevano minacciato di occupare l’assessorato alle Politiche Sociali di Via Merulana, in sfregio ai cittadini romani, all’amministrazione e alle istituzioni, spingendo l’assessore Cutini a prendere la folle decisione di mandare i nomadi in albergo all’Hotel Flaminius a Prima Porta.

Il fato ha voluto che, a poche ore dall’insediamento nell’albergo, peraltro avvenuto nottetempo, l’edificio fosse, per necessità, adibito straordinariamente a dimora degli sfollati di Prima Porta. L’incontro tra gli alluvionati di Prima Porta e i nomadi provenienti dall’assessorato di Via Merulana ha immediatamente creato la deflagrazione sociale che solo un’amministrazione irresponsabile poteva generare. Fratelli d’Italia ha ricevuto le istanze dei cittadini ed ha espresso le legittime perplessità per quello che stava succedendo, manifestando davanti all’albergo il 4 febbraio e inducendo l’amministrazione a ritornare sui propri passi.

“Fratelli d’Italia in XV Municipio – conculde Mori – ritiene dunque di poter chiedere le dimissioni di quanti coinvolti nel pasticciaccio”.

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