Quer pasticciaccio de via Torrevecchia

di Giantonino Ianitusi - 1 Dicembre 2007

Oggi, sabato 1 dicembre, scadono i 15 giorni che il Consiglio Comunale ha dato a se stesso per risolvere "er pasticciaccio de Torrevecchia". La sensazione è che ne oggi ne lunedì prossimo succederà nulla, almeno a livello istituzionale, perché sulla vicenda si sta verificando un corto circuito istituzionale. 

Se da un lato il Municipio XIX è stato esautorato dalla competenza sulla viabilità della Torrevecchia dal Consiglio Comunale che ora ha voce in capitolo, dall’altro lato è lo stesso Comune che ha organizzato la riunione tra i capigruppo di maggioranza e l’assessorato alla mobilità proprio per affrontare la questione, sempre nell’ambito del famoso ordine del giorno del 15/11; l’incontro è slittato a lunedì 3 dicembre per lasciare spazio alla questione "Taxi" arrivata ormai ad un vicolo cieco.  
 
Nel frattempo è in arrivo sui tavoli capitolini l’annunciato "decreto" del Ministero dei Trasporti che accoglie il ricorso gerarchico presentato all’inizio di aprile da un commerciante di Torrevecchia impegnato nello stesso Comitato. Il decreto ministeriale per una questione di viabilità locale rappresenta una novità nel campo delle competenze sulla mobilità e sull’autonomia decisionale dei comuni stessi (non solo per il Comune di Roma ma per ogni questione analoga su tutto il territorio nazionale). Di fatto la questione si alza di livello; se il Consiglio Comunale l’aveva avocata a se dal XIX Municipio, ora è lo Stato (il Ministero) che si dichiara competente sulla viabilità della Torrevecchia con un decreto, scavalcando gli enti locali. Non è difficile immaginare che in Campidoglio non apprezzeranno questa forzatura così come il blocco stradale morbido avvenuto ieri mattina, durante l’ora di punta, in via Cesare Castiglioni angolo via Torrevecchia, uno dei cosiddetti "punti critici" della sperimentazione sulla viabilità in atto da marzo. Difficile credere che l’iniziativa (dopo poche ore dal rinvio dell’incontro in 7 Dipartimento) sia avvenuta senza l’interessamento di aderenti al Comitato Torrevecchia/Primavalle anche se il Comitato stesso dichiara di aver deciso nella riunione di mercoledì 28 novembre, di sospendere tutte le iniziative.
Resta il fatto che un gruppo di persone ha rallentato il traffico della Torrevecchia causando enormi disagi a tutto il resto della collettività in una giornata di sciopero dei mezzi pubblici; ci auguriamo che nessun mezzo di soccorso sia rimasto bloccato nel traffico causato dal blocco stradale morbido. Il discorso a questo punto diventa più ampio ed investe la certezza del diritto, la tanto declamata "legalità", la credibilità stessa delle istituzioni democratiche ad ogni livello. Se da una parte c’è la certezza del decreto ministeriale e la mozione del consiglio comunale che impongono il ritorno alla vecchia viabilità in tempi strettissimi (se i 15 giorni fossero lavorativi, si parlerebbe di lunedì prossimo ma esistono anche tempi tecnici per i quali occorre sempre qualche giorno), dall’altra ci sono cittadini e commercianti di Torrevecchia/Primavalle che hanno fretta di ripristinare la vecchia viabilità. Può un gruppo di cittadini che porta avanti le sue ragioni di lotta alla nuova viabilità, bloccare senza preavviso la circolazione stradale di Torrevecchia nelle ore che precedono l’inizio di uno sciopero dei trasporti? Può minacciare ritorsioni locali prima ancora che ci sia un pronunciamento comunale da loro richiesto ("nessuno poi, a nessun livello, abbia il coraggio di lamentarsi se nei prossimi giorni succederanno cose "turche")? Un cittadino arrivato tardi a lavoro oppure soccorso in ritardo a causa del blocco, a chi si deve rivolgere?  
Quando delle istituzioni democraticamente elette fanno delle scelte di viabilità e di urbanistica sbagliata (ma legittima), ci pensano i cittadini elettori a punirli ma se è un Comitato a prendere in "ostaggio" i cittadini, chi li tutela?  
Esponenti del Comitato Torrevecchia/Primavalle hanno scritto "La piccola ma significativa iniziativa spontanea di stamattina è solo un piccolo segnale di cosa sta covando sotto la cenere. Nessuno scherzi col fuoco" annunciando proteste ancora più efficaci; non è difficile immaginare che piccoli gruppi di "attraversatori" possano farlo contemporaneamente in più punti strategici della nuova viabilità, con conseguenze devastanti per la viabilità di zona e per l’accesso alla Galleria Giovanni XXIII.
E dove finiscono i diritti di tutti quelli che non la pensano come il Comitato Torrevecchia/Primavalle? 
 
Sulla vertenza Taxi il sindaco Veltroni ha precisato: "Non si poteva dare il segnale che bloccando una città si ottengono dei risultati"; ma è proprio quello che capiterà nei prossimi giorni a Torrevecchia se tarderanno a restaurare la vecchia viabilità.  
Torresina.net

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