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Reati ambientali, è l’anno giusto

La proposta di legge della verde Paola Balducci sta per essere licenziata dalla Commissione Giustizia, per fare ingresso in Parlamento

Un corpus normativo contro inquinamento, disastri ambientali, traffico illecito di rifiuti, materiale radioattivo e nucleare. E pene inasprite. Una svolta per la difesa dell’ambiente in Italia.

I reati contro l’ambiente si avviano a essere integrati nel codice penale, con un apposito titolo, “Dei Delitti contro l’ambiente” per l’appunto. Un provvedimento storico per un Paese che di attenzione e cultura ambientale, se prendiamo come termini di paragone molte altre nazioni europee, ne ha ben poca. Un “benvenuto”, dunque a un’iniziativa parlamentare fortemente voluta, su tutti, dal Capogruppo dei Verdi in Commissione Giustizia, relatrice dell’iniziativa e prima firmataria, Paola Balducci, alla quale abbiamo rivolto alcune domande in merito.

Un corpus normativo contro inquinamento, disastri ambientali, traffico illecito di rifiuti, materiale radioattivo e nucleare. E pene inasprite. Una svolta per la difesa dell’ambiente in Italia?
Per la prima volta nella storia del nostro Paese abbiamo assegnato ai delitti contro l’ambiente un titolo apposito, alla stregua di quelli contro la persona. Finora non avevamo fattispecie di reato tipiche, ma solo molte contravvenzioni, che molto spesso rischiavano la prescrizione, perché il termine è più breve rispetto a quello dei reati.

A che punto è l’iter parlamentare della proposta di legge?
La Commissione Giustizia ha già discusso e approvato i punti più significativi. Se tutti dimostreranno buona volontà entro gennaio contiamo di farla approvare dalla Camera dei Deputati. Finora abbiamo incontrato un consenso bipartisan e speriamo che la collaborazione prosegua.

Cosa si può ancora migliorare nel nostro codice, secondo lei, per arrivare a una tutela completa dell’ambiente?
Il nostro obiettivo è arrivare all’approvazione di questo provvedimento, che consideriamo di estrema importanza: l’ambiente viene finalmente visto come un bene comune, la cui tutela è collegata a quella della vita e della salute. Con queste norme verrà, inoltre, prevista un’apposita fattispecie per la tutela del paesaggio e una responsabilità giuridica anche in capo agli enti, punti sui quali abbiamo insistito molto.

Molta attenzione sarà data alle ecomafie, drammatico aspetto dei reati contro l’ambiente, come ad esempio il traffico illecito di rifiuti. Quanto è stato voluto questo spazio e quali saranno gli organi preposti alla vigilanza per l’attuazione di questa norma?
I delitti c.d. di “ecomafia” verranno associati a quelli di associazione a delinquere e di associazione a delinquere di stampo mafioso: gli strumenti, quindi, saranno tutti quelli già oggi in possesso dei magistrati. Anche su questo punto abbiamo premuto molto. Il nostro scopo è prevedere norme penali dissuasive e creare un disincentivo economico alla delinquenza contro l’ambiente. Accanto a questo intervento, serve però anche un’ampia politica di prevenzione e di sensibilizzazione verso l’argomento, a partire dalle scuole.

Si augura e aspetta che questo intervento possa ridimensionare il fenomeno dei reati ambientali? E’ un auspicio per un 2008 più sensibile verso l’ambiente?
Portare avanti l’iniziativa è stata una grande fatica, perché si è andati a collidere con interessi che non volevano queste norme. Ma ora siamo a un punto importante del percorso, sono moderatamente ottimista. Anche il presidente del Consiglio Romano Prodi ha parlato di un 2008 orientato verso le energie rinnovabili e l’ambiente: è un buon auspicio, ma c’è ancora molto da fare soprattutto dal punto di vista della cultura ambientale, ancora poco diffusa in Italia e non considerata con l’importanza che merita, ovvero vista come il futuro dei nostri figli.

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